martedì 14 Luglio 2020

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Tivoli II- Tivoli centro“- A. Baccelli”- a.s.2019/2020

Intervista al Liutaio Claudio Rampini

Ha sempre pensato di diventare liutaio o la sua intenzione era di svolgere un’altra professione?                                                                           

 Io, da ragazzo, volevo fare il pilota di aeroplani. Dopo aver fatto il liceo tecnico-industriale ho ricevuto il titolo di perito aeronautico. Però poi, per fare il pilota, bisognava fare l’accademia militare, ma purtroppo non avevo la predisposizione per entrarvi. Allora mi sono iscritto ad archeologia, facendo un po’ di università ma senza laurearmi, e durante il periodo universitario ho imparato a costruire violini nel tempo libero.

A quanti anni ha costruito il primo strumento?

Ho costruito il primo violino nel 1985 quando avevo ventiquattro anni, quindi molto tempo fa, anche se ho iniziato professionalmente dal 1990.

Quanti anni di formazione Le sono serviti?

Io ho iniziato nel tempo libero come curiosità, ma senza studi specifici.

Dove svolge la sua attività?

Io oggi abito in Via Campitelli presso la città di Tivoli dove svolgo la mia attività in casa. Quando abitavo a Pisa (Toscana) possedevo proprio nel centro storico una bottega che si affacciava sulla strada e molti turisti, incuriositi, si fermavamo a guardare la bottega mentre io creavo i miei violini.

Si avvale della collaborazione di qualcuno? 

Attualmente no, perché in casa non ho posto, però in passato ho avuto delle persone che sono venute in laboratorio e le ho messe a lavorare. Attualmente, pur non potendo tenere delle persone in bottega  ad imparare, ho diversi allievi sparsi un po’ in tutta Italia che ogni tanto vengono ad aiutarmi e facciamo un po’ il punto della situazione; inoltre mi portano i loro violini, perciò vediamo le problematiche e li sentiamo suonare. Questi sono i cosiddetti allievi.

Quanto tempo impiega per svolgere il suo lavoro?

In media per costruire un violino impiego dai due ai tre mesi.

Per costruire uno strumento ci sono delle regole universali?

Le regole universali sono quelle che guidano, diciamo così, il disegno: quella è una regola universale, perché attraverso la formazione che uno ha all’educazione artistica impara a dividere le cose secondo una proporzione. Però il violino di per sé non rappresenta una regola universale, anzi ha una regola particolare, precisa, con delle proprie leggi che non possono essere violate.

Quale concorrenza deve affrontare?

 Noi liutai dobbiamo affrontare le industrie cinesi, che producono strumenti con le macchine molto velocemente. Però noi liutai cerchiamo di far capire che sono diversi gli strumenti fatti a mano da quelli prodotti in serie.

Lei si esibisce con gli strumenti che crea?

Questa è una domanda che mi fanno molto spesso. Io ho studiato violino, però non sono mai diventato un musicista. La differenza che c’è tra me e un musicista è come quella che c’è tra un pilota di F 1 ed un meccanico: io so suonare e conosco le regole basilari per farlo, ma non sono in grado si esibirmi in un concerto.

Perché ha deciso di venire nelle scuole per conoscere la sua professione?

Sono più di trent’anni che faccio questo lavoro e in questi anni sono sempre andato nelle scuole a spiegare come è fatto il violino, perché credo molto nel valore della conoscenza. Questo non vuol dire che tutti voi in futuro dovrete fare i liutai o i violinisti, però sicuramente sapere come è fatto un violino è molto meglio che perdere tempo a guardare la TV. Io ho sempre creduto nel fatto che se qualcuno pianta un seme poi possa diventare una pianta.

Realizzazione: Rossi Lorenzo e Bitocchi Tommaso

Contributi: Marchili Ludovica, Pili Alessia, Minale Eleonora, Gentili Michela, Giordani Alice, Marta Alice, Costantini Simone, De Grossi Elisa, Lattanzi Denise, Capoccia Simone e Giulia Salvati

classe 3F