sabato 31 Ottobre 2020

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SS1G- A. Baccelli-Dipartimento di Lettere- a.s.2020/2021.

L’ELEGANZA DEL RICCIO

Oggi ho il piacere di presentare un romanzo di rara bellezza stilistica e di contenuti: “ L’eleganza del riccio” . Esso è un testo che racconta la bellezza dell’interiorità di una portinaia di nome Renée. Il romanzo parla di due personaggi che, all’apparenza sono sottomessi e poco capaci, ma che in realtà sono due individui con caratteristiche esattamente opposte.
Il personaggio principale è Renée , una signora che si presenta così : “Sono esattamente una vedova, bassa, brutta, grassottella, ho i calli ai piedi e, se penso a certe mattine autolesionistiche, ho l’alito di un mammut. Non ho studiato, sono sempre stata povera, discreta ed insignificante”.
Renée lavora come portinaia in un palazzo, al numero sette di Rue de Grenelle, nel quale vivono ministri, burocratici e famiglie di alta borghesia. La donna recita perfettamente la parte che il sentire comune ha delineato per lei . Coltiva la sua immagine esteriore con tutti gli stereotipi dei portinai: tiene accesa la TV tutto il giorno (anche se nel retro della sua abitazione ascolta talvolta la musica classica),  quando parla con gli inquilini (pur accennando a cose e a citazioni estremamente colte) cerca di rendere il suo linguaggio più volgare,  acquista prodotti da portinaia. Questo trucco, ossia il rifugiarsi in un modello che gli altri hanno costruito, per lei è una difesa. Non ama mettersi in mostra ,non ostenta la sua cultura,vuole essere invisibile poiché, in questo modo, può continuare a vivere nel suo mondo segreto. Nello stesso palazzo abita Paloma, figlia di un deputato, che occupa uno dei più lussuosi appartamenti. Per essere una ragazza dodicenne è fin troppo intelligente; allo stesso modo di Renée  Paloma cerca di nascondere questa sua qualità facendo finta di essere una ragazzina educata, amante dei manga e della sottocoltura adolescenziale. Paloma si racconta nelle pagine di un diario, nel quale narra anche dell’ambiente in cui vive. Stanca però della sua esistenza, decide di togliersi la vita il giorno del suo tredicesimo compleanno.
Renée e Paloma vivono due vite separate, poiché non si conoscono, ma  nella tragicità della finzione sociale, le due donne sono molto simili. Solo a metà del libro la comparsa del monsieur Kakoru cambia le loro sorti. Egli è un anziano signore giapponese, la cui rigidissima cultura ha il dono di saper “guardare lontano” e di smascherare la vera identità delle due protagoniste. Egli infatti riesce a percepire le qualità nascoste di Renèe, e dopo aver fatto lo stesso con Paloma, avvicina la ragazza e la signora, creando la situazione opportuna per la nascita di un’amicizia. D’altronde l’identità di Renèe non sarebbe potuta rimanere a lungo nascosta; basti pensare, ad esempio, che ha chiamato il proprio gatto Lev ,in omaggio a Tolstoj.
In quel palazzo però le persone hanno troppa “puzza sotto il naso” per accorgersi di qualcosa,per essere in grado di andare oltre i limiti angusti della loro squallida esistenza. Renèe è diversa poiché, sotto l’aspetto della semplice portinaia, nasconde una profonda raffinatezza ed eleganza sia d’animo che di spirito.
Elegante come un riccio. Paloma,che ha compreso bene come il giudizio legato all’esteriorità sia banalmente ovvio,così la descrive: “ Fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti”.
Ed è proprio in tale passaggio che emerge per intero il messaggio di questo meraviglioso romanzo da leggere lentamente, per assaporarne la poeticità:mai fermarsi alle apparenze legate all’esteriorità per definire il valore di una persona, poiché “l’essenziale è invisibile agli occhi”.

 

 

Erika Pierantoni  3°A