martedì 14 Luglio 2020

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Tivoli II- Tivoli centro“- A. Baccelli”- a.s.2019/2020

Il valoroso cavaliere Don Chisciotte della Mancia

Io sono responsabile di quello che dico, ma non sono responsabile di quello che gli altri capisconoA.Einstein


AUTORE: Miguel De Cervantes
EDITORE: Gruppo Editoriale Raffaello
LUOGO E ANNO DI PUBBLICAZIONE: Monte San Vito (AN) 2003
LUOGO ED EPOCA IN CUI SI SVOLGONO I FATTI: Spagna, nel XVI/ XVII secolo (tra Rinascimento e Barocco)

BREVE TRAMA:                                                                               
Don Chisciotte, nobiluomo di campagna, trascorre tutto il suo tempo a leggere romanzi cavallereschi, ed è tanto preso da quelle avventure che finisce per impazzire. Il suo immaginario fantastico, popolato di eroi e di cavalieri, lo induce ad autonominarsi “Cavaliere di ventura”, difensore dei deboli e dei poveri. Decide così di partire per le sue imprese: chiama il suo cavallo Ronzinante, nomina Sancio Panza suo scudiero, ed elegge, come dama del cuore, una contadina, ribattezzandola Dulcinea Del Toboso. Iniziano così le esilaranti avventure di questo cavaliere senza macchia,che scambierà un’ osteria per un castello, duellerà contro dei mulini ritenendoli minacciosi giganti, rovescerà, in pacifici  greggi, eserciti e armi, si perderà in vagheggianti amori… E quant’altro ancora, compirà nella sua lucida follia.

ALCUNI EPISODI PARTICOLARMENTE INTERESSANTI
“IL CAVALIERE DEI LEONI”
Don Chisciotte stava viaggiando per andare al Toboso da Dulcinea, quando per la strada vide un carro con delle bandiere reali e chiese all’uomo che lo portava cosa ci fosse nel carro, l’uomo rispose che c’erano dei leoni che dovevano essere portati dal re. Don Chisciotte allora chiese di poterli liberare per lottare contro di loro; subito l’uomo che portava il carro gli rispose di no, perché i leoni avrebbero potuto ucciderlo; dopo una lunga discussione l’uomo ascoltò Don Chisciotte e liberò i leoni allontanandosi. Uno dei leoni uscì dalla gabbia; l’uomo tornò e vedendo il leone nella gabbia e Don Chisciotte ancora vivo gli chiese come ci fosse riuscito,  Don Chisciotte rispose che aveva vinto perché il leone si era ritirato. D’ora in poi Don Chisciotte si sarebbe fatto chiamare “il cavaliere dei leoni”.

“UNO STRANO MATRIMONIO”
Don Chisciotte e Sancio incontrarono due contadini e due studenti, che dopo essersi presentati decisero di invitarli ad un matrimonio tra i più belli e i più ricchi della Mancia,i due sposi erano Chiteria La Bella e Camaccio Il Ricco. La cosa più interessante è che Chiteria si stava sposando per volere del padre, visto che lei ama Basilio e lui ama lei, per questo tutti vogliono scoprire che cosa farà il disperato Basilio. Secondo Sancio, Basilio e Chiteria dovrebbero sposarsi e dovrebbero essere maledetti tutti coloro che lo impediscono mentre Don Chisciotte pensa il contrario, perché secondo lui se tutti quelli che si amano dovessero sposarsi dopo i padri non avrebbero più il diritto di farli sposare con chi è quando vogliono. Mentre parlavano arrivarono al paese, dormirono fuori dalle sue mura, come era usanza dei cavalieri e si svegliarono di primo mattino, con centinaia di banchetti così colmi da sfamare un esercito. Poco dopo arrivarono gli sposi accompagnati dal sacerdote, dai familiari e da tutta la gente importante, andava tutto liscio fino a quando Basilio arrivò davanti agli sposi dicendo che la sua esistenza era inutile, così prese una piccola spada e si colpì al petto ciò che desiderava era che Chiteria gli desse la sua mano da sposa, per l’ultima volta, ella accettò e proclamate le parole ufficiali Basilio si alzò e mostrò a tutti il suo inganno, Camaccio impulsivamente si arrabbiò ma poi decise di far continuare il matrimonio tranquillamente.

“I MULINI A VENTO”
Don Chisciotte e Sancio camminarono tanto e durante il percorso Sanco ricordò a Don Chisciotte che gli aveva promesso un isola, Don Chisciotte gli rispose che era abbitudine dei cavalieri erranti far diventare i loro scudieri governatori delle isole o dei regni conquistati. In quel momento scorsero trenta o quaranta mulini a vento. Don Chisciotte disse a Sancio che la fortuna era dalla loro parte perché Din Chisciotte invece di vedere i mulini, vedeva dei giganti con i quali Don Chisciotte intendeva combattere. Allora chiese a Sancio di farlo salire sul suo cavallo Ronzinante e così dicendo, attaccò senza dare minimo ascolto a Sancio che continuava a gridargli che non erano giganti ma mulini a vento. In quel momento si alzò un po ‘di vento e le pale cominciarono a girare velocemente. mentre combatteva chiese alla signora dulcinea di aiutarlo in quell’avventura; diede al primo mulino un colpo con la lancia così forte che si spezzò la pala. Si alzò un vento ancora più forte e Don Chisciotte cadde da Ronzinante.

“LA CONTESSA TRIFFALDI”
All’ improvviso Sancio e la duchessa sentirono un triste suono di un piffero e di un tamburo. Videro uscire dal giardino degli uomini vestiti di nero che avanzavano verso di loro, questi erano seguiti da una figura ricoperta da un velo da cui si intravedeva una lunga barba bianca con una voce grossolana chiese se il valoroso Don Chisciotte potesse aiutare la contessa Triffaldi. Il duca lo fece entrare nel castello e Don Chisciotte disse: “ venga avanti governante ed io sarò disposto ad aiutarla”. Dietro a tutti avanzavano dodici fanciulle seguite dalla governante la accolsero e cominciò a raccontare la sua storia: narrò della regina Magunzia, del re Arcipela e della loro figli Antonomasia che si innamorò di un semplice cavaliere Don Bischero. I due si sposarono all’ insaputa dei genitori; quando la madre lo scoprì, si arrabbio così tanto che dopo tre giorni morì. A vendicare la morte della regina arrivò suo cugino Malambruno che trasformò i due amanti in una statua di bronzo e lanciò un incantesimo che fece crescere le barbe a tutte le governanti. Solo un. Solo un valoroso cavaliere della Mancia, battendolo a duello avrebbe potuto sistemare tutto.Così la contessa Triffaldi li convinse a prendere il volo su Clavilegno.

“IL DUCA E LA DUCHESSA”                                                           
Don Chisciotte durante il tragitto incontrò un duca e  una duchessa che avevano letto le sue comiche storie.Così lo accolsero nel loro castello; ma mentre stavano andando a sedersi a tavola per Don Chisciotte c’è un terribile incidente con l’ecclesiastico del castello che disse al valoroso cavaliere che non raccontava altro che sciocchezze e pazzie e che doveva tornare a casa e smetterla di far ridere le persone che conosce e non con le sue pazzie. Don Chisciotte molto irato gli rispose di entrare in bottega con lui ma l’ecclesiastico stette zitto ad ascoltare il lungo discorso del cavaliere. Dopo poco tempo l’ecclesiastico si rivolse a Sancio dicendo che era stato uno stupido a credere cheDon Chisciotte gli avrebbe concesso un’isola, ma esso con tranquillità gli rispose con il proverbio “unisciti ai buoni e sarai uno di loro “. Così l’ecclesiastico si alzò irato dalla tavola e si chiuse in camera sua.

PERSONAGGI:
IL PROTAGONISTA – Don Chisciotte è un nobile che vive nella Mancia, ama leggere libri cavallereschi e si appassiona talmente alle vicende della cavalleria che vuole diventare un cavaliere errante; perciò se ne va in giro per la Spagna alla ricerca di avventure, per lui la realtà è distorta e ogni avventura che vive finisce male. Dopo tanto peregrinare col suo fedele Sancio Panza tornerà a casa dove, dopo breve tempo morì.
SANCIO PANZA – E’un contadino che diventa il fidato scudiero di Don Chisciotte.
DULCINEA DEL TOBOSO – Per Don Chisciotte è una dama bellissima, anche se è una contadina ed è da lui molto amata. Le manda una lettera con la quale dichiara il suo amore per lei. 
RONZINANTE – E’ il destriero di Don Chisciotte emaciato e malmesso ma chiamato da lui il migliore dei ronzini cioè Ronzinante.

TEMATICHE:                                                                                      
L’argomento principale del libro è l’avventura, sia nel senso letterario che nel senso metaforico. Inoltre l’intero romanzo è caratterizzato da equivoci e fraintendimenti. Si può dire che l’intera vicenda può essere vista come una metafora: i fraintendimenti di Don Chisciotte si riferiscono alla stupidità umana e la sua smania di avventura, incarna le persone che pensano solo alla forma.

GIUDIZIO:                                                                    
E’ sicuramente un libro avventuroso, divertente, comico e anche emozionante, anche se non  tutte le avventure di Don Chisciotte sono accattivanti. Il libro è degno di essere letto perché in fondo spiega argomenti importanti, come la libertà di pensare ciò che si vuole senza pregiudizi. Il genere che predilige è il fantasy,  il libro non solo per la trama ma anche per lo strano linguaggio di altri tempi è coinvolgente nel raccontare le fantastiche avventure di Don Chisciotte. 

 

Bruschi Beatrice, Mancini Sara, Origlia Francesca, Giorgione Gloria, Tirelli Alessia  2F