martedì 31 Marzo 2020

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Tivoli II- Tivoli centro“- A. Baccelli”- a.s.2019/2020

Il lupo e i suoi pregiudizi

La sera era illuminata dalle luci della ridente cittadina sull’innevato versante della montagna. Esatto; le luci! Infatti tra pochi giorni sarà Natale a chi non piacerebbe decorare il proprio balconcino con tante luci colorate? Tornando al versante:gli speroni innevati facevano cadere a poco a poco la pesante neve ai loro lati.Proprio sotto ad uno di questi, infatti, si incamminava un alce con tre pacchetti vuoti sulla schiena.
L’alce non li aveva comprati, ma rubati da un povero venditore nel centro del paese. Infatti lei non aveva la coscienza pulita, ma era conosciuta come ladra. Andava alla ricerca di erba per riempire i pacchetti. Iniziò a camminare e mentre le sue zampe tremavano dal freddo, non riusciva a trovar nulla.
“Brr che freddo! Non riesco proprio a trovar nulla!”.
E continuò:” Che figura farò?”.  
Rammaricata camminava invano, la neve ormai aveva coperto le piante. Però, da una rientranza uscivano delle luci: l’alce incuriosita sbirciò e al suo interno vide quello che cercava! La grotta era piena zeppa di erba verde che si mescolava con il colore vivace delle decorazioni. L’alce aveva visto tutto questo dalla finestra della grotta da cui aveva visto anche un lupo che stava dormendo sotto l’albero addobbato con tantissime palline dai colori sgargianti e diversi di fronte ad un camino acceso.
“Wow! Quanta erba, è abbastanza per i miei pacchetti!”.
L’alce provò ad entrare e furtivamente prese l’erba necessaria a riempire i regali, ma mentre usciva una delle sue corna sbatté su una campanellina che tintinnando svegliò il lupo.
“ Chi è entrato?” disse con tono feroce. L’alce cercò di scappare ma il lupo la vide e le saltò addosso.
“Ti prego non è come sembra” disse l’alce.
“Sì, sì, una ladra come te, chi ti crederebbe?” disse il lupo.
Fu così che lui sbranò l’alce e tornò a dormire.
Pochi giorni dopo il lupo camminando tra la neve vide tre piccole alci e subito pensò alla sua ultima vittima.
“Era la madre!” continuò: “Cosa ho fatto!”.
Il lupo portò con sé le alci nella sua grotta.
Le piccole alci ormai erano nella dimora del lupo e lì sarebbero rimaste pertanto tempo. Loro crescevano e il lupo invecchiava, così dopo vari anni il suo momento arrivò.
Le alci erano diventate autonome e anche se il lupo non era la loro mamma,ormai avevano instaurato un grande rapporto con lui.
Ora la grotta era triste e il vuoto lasciato dal lupo attanagliava le tre alci. Mentre una camminava vide una fessura e urlò: “Venite a vedere!”. Le alci corsero dalla prima e videro un buco allora un disse:” Prova a metterci le corna dentro!”.
La prima provò e uno scaffale si aprì e sopra c’erano tre regali con un biglietto che recitava così:” Ecco i vostri regali, non avrei dovuto giudicare vostra madre senza conoscere le sue intenzioni, scusatemi!” firmato il lupo.
Le alci erano in lacrime, la loro madre povera madre, loro però, non si diedero per vinti e da allora un mantra le muove:” No ai pregiudizi!”.       

Tommaso Arcangeli, Gaia Hallaq,  Rachele Duranti, Marianna Proietti,  Maria Irina Lazar, 1C