mercoledì 30 Settembre 2020

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Scuola secondaria di 1^grado- A. Baccelli- a.s.2019/20.

Dalla lettera all’ e-mail

Nell’antichità…….

C’era una volta una tavoletta di argilla..veniva usata come prima lettera dai Sumeri intorno al 3000 a.C. per usi commerciali. Queste tavolette di argilla, una volta scritta,  veniva essiccata al sole e poi ricoperta da un secondo strato di argilla fresca sulla quale era impresso il nome e l’indirizzo del destinatario. Tali lettere contenevano documenti amministrativi, contratti di lavoro, affitti di terreni e vendite derrate alimentari. La scrittura usata è detta “CUNEIFORME” in quanto composta da insiemi di segni a forma di Cuneo risultanti delle incisioni con un attrezzo di forma triangolare. Nell’antico Egitto sempre in quell’epoca fui introdotto in metodo di scrittura basato sull’inchiostro, la penna e il papiro.

In epoca romana, invece alcune lettere di carattere amministrativo, furono scritte su tavole di bronzo. La scrittura usata nel mondo romano era “ALFABETICA”.

Con la fine dell’Impero Romano, la scrittura di lettere, se pure a carattere commerciale, tornò ad essere un gesto riservato a pochi alfabetizzati e quasi esclusivamente appartenente al mondo religioso. Il papiro venne letteralmente sostituito dalla pergamena.

Nel XIV secolo i mercanti presero l’abitudine di siglare le loro lettere con un proprio simbolo di riconoscimento che costituiva “IL MARCHIO” della famiglia di appartenenza.

In epoca moderna…..

Nel XX secolo le lettere divengono testimonianza diretta dei due conflitti che hanno interessato il secolo, ma anche splendidi reperti delle nuove conquiste spaziali. Dopo il 1930 per facilitare l’uso della posta aerea venne prodotta una speciale carta da lettera leggerissima. Il 16 gennaio 1969l’astronauta VladimirAleksandrovic Satalov fu il primo uomo a ricevere una corrispondenza nello spazio.

Nell’XIX secolo si cominciarono a produrre fogli di carta da lettere sottili che poi prenderanno il nome di “Veline”.In Inghilterra prendera’ il nome di “Bath Post” e sarà di un colore bianco brillante.Nel 1986 Domenico Milione pubblica “il manuale perfetto epistolare “ con l ‘intento di ripristinare l’uso della cortesia aristocratica nelle lettere. Nel 1940 con l’introduzione del francobollo a seguito della riforma postale le lettere divengono il più diffuso mezzo di comunicazione di massa.

Oggi si arriva all’e-mail…

…….o ”QWERTYUIOP”: apparentemente una sequenza ditere insignificanti, ma che in realtà hanno segnato il passo nella storia del messaggio elettronico quando l’ingegnere americano Ray Tomlinson inviò a se stesso la prima rudimentale forma di e-mail da un laboratorio americano del Massachusetts.

Un nome sconosciuto, quello di Tomlinson, già indicato come il “Marconi dell’era informatica“,o meglio ancora come l’inventore della “@“ cioè della ormai comunemente nota come “CHIOCCIOLA”.

Sarà in seguito l’ingegnere John Vittal a sviluppare MSG, il primo programma e-mail completa di funziono di risposta, invio e archiviazione.

La storia della e-mail risale agli albori di internet, o meglio quando la rete come la conosciamo non era ancora stata sviluppata. Al suo posto, giá negli anni ‘60 era stato creato il progetto ARPANET, precursore di intarnet la cultura collaborativa che è diventata la base delle pratiche di “sistemi aperti” di oggi Nacque in quella comunità, dove studiosi e scienziati delle Università americane condividevano liberamente le idee, software e documenti in cui chiunque volesse partecipare poteva lasciare il proprio contributo. Ed è proprio in quel conteso che i primi informatici crearono i primi programmi per i messaggi interni e il trasferimento dei file.

Il principale utilizzo improprio della posta elettronica è lo spam, l’invio massiccio a molti utenti di messaggi indesiderati in genere di natura pubblicitaria/commercial. Secondo alcune fonti, l‘incidenza di questi messagi  raggiungerebbe i due terzi del traffico totale di posta elettronica. Un altro fenomeno negativo è costituito dalle catene di messaggi che contengono informazioni allarmanti, promesse di facili guadagni o vere e propalizzati nel programma client del destinatario, inducendo l’utente a ritenere attendibile un messaggio del tutto falso. Questa vulnerabilità viene usata per costruire prprie truffe o scherzi che si basano sulla fiducia che la maggior parte degli utenti erroneamente ripone nel mittente di un messaggio di posta elettronica.

Dante Pierfrancesco, Falcone Rocco, Marini Lorenzo 2A