venerdì 21 Febbraio 2020

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Tivoli II- Tivoli centro“- A. Baccelli”- a.s.2019/2020

Incontriamo… lo scrittore Antonio Ferrara

Il bene si fa ma non si dice. E certe medaglie si appendono all’anima, non alla giacca. G.Bartali


Il giorno 18/02/2019 alle h. 9,30 gli alunni delle classi 2A, 2F e 2C della scuola secondaria di 1^ grado hanno conosciuto lo scrittore Antonio Ferrara, invitato per presentarci il libro “La corsa giusta”, biografia di Gino Bartali, edito da Coccole book, casa editrice calabrese.

Un libro veramente eccezionale realizzato per raccontare la fatica dello sport, l’umilta’ e il coraggio di azioni coraggiose, infatti è la storia di un campione dello sport che ha rischiato la sua vita per salvare quella di persone perseguitate. Un libro contestualizzato nella persecuzione degli ebrei durante il periodo fascista.

Ecco le domande somministrate allo scrittore::

Come le è venuta la passione per la scrittura?

La passione per la scrittura mi è venuta quando ero piccolo, frequentavo le scuole elementari, quando scrivevamo i testi, io scrivevo solo le brutte copie perché piegato il foglio a sinistra scrivevo un’ora il testo è l’altra ora a destra facevo delle rappresentazioni disegnate. La mia maestra approvava questo metodo anche se mi diceva di leggere e rileggere, infatti leggevo e rileggevo perché mi piaceva scrivere solo che di errori ce n’erano. C’erano i miei compagni di classe molto invidiosi che dicevano alla maestra che non era giusto che io non scrivevo la bella. Ma la maestra per proteggermi gli diceva che dovevano farsi i “cassi” loro, gli rispondevano dicendo che aveva detto una parolaccia e lei diceva:<vedete!dovete farvi i fatti vostri, e poi ho detto con la s.”

A quanti anni ha scritto il suo primo libro?

Il mio primo libro, l’ho scritto a 43 anni. E’ stata la storia di un gatto (scorreggione), che aveva portato mia figlia a casa. Cosi mi è venuto l’instinto di scrivere questo libro, e l’ho intitolato: “Il gatto Puzzillo”, da lì, diventai da: illustratore qual ero, ad essere uno scrittore vero e proprio.

Dove ha trovato tutte le notizie su Gino Bartali?Perche’ ha voluto scrivere un libro proprio su di lui?

Ho trovato numerose notizie su Bartali quando lui era ancora bambino, perché alla fine di ogni corsa ciclistica chiedevano allo stesso Gino un parere sulla gara e sui singoli corridori. ( lo scrittore ha poi descritto l’aspetto fisico di Bartali quando veniva ripreso dalla tv: un uomo grezzo ormai con po’ di pancia è sempre con il sigaro in bocca e la voce rauca)

Lei tifava per Bartali oppure per Coppi?

Io…Io in quell’epoca avevo dieci anni,comunque ho sempre tifato per Bartali,più coraggioso!,anche se io questi due ciclisti li ho conosciuti quando ormai erano morti, anche perché sono diventati famosi dopo la seconda guerra mondiale. Poi anche perché Bartali era Cristiano invece Coppi comunista.

Quanti altri libri di successo ha scritto oltre a quello di Bartali?

Ho scritto 125 libri per ragazzi perché ho scritto e disegnato alcuni libri, altri li ho solo disegnati e altri ancora li ho solo scritti.

Hai mai avuto la possibilità di parlare con Bartali?

No. Ma lo vedevo sempre nelle interviste e mi ha sempre colpito anche per la sua voce molto profonda, dovuta a un gioco fatto da piccino. Aveva il vizio di fumare sempre anche nelle interviste.

Perché i fascisti non hanno ucciso Bartali quando non ha voluto stare dalla loro parte?

Perché Bartali era un personaggio famoso, importante e amato da tutta l’Italia e se lo avrebbero ucciso i fascisti si sarebbero ritrovati tutta l’Italia contro.

Nell’introduzione, è citata una Martina, chi è?

E’ mia figlia, e ho deciso di scrivere per lei il libro, perché da piccola non studiava mai, invece ora studia molto.

Ma i particolari più precisi del libro sono reali o romanzati? Nel caso siano reali quali sono le sue fonti?

I dettagli del libro sono tutti reali, tranne la storia di come Bartali faceva il fidanzato a casa di Adriana al capitolo 17. Le fonti dello scrittore Antonio Ferrara sono tratte principalmente dalla biografia di Gino Bartali scritta dal figlio Andrea e in parte minore da alcuni libri di storia.

Qual è stata la sua reazione quando ha notato il successo che ha avuto il libro?

Non ci credeva, era incredulo, ma ovviamente felice e contento perché non sapeva di poter avere questo successo grande e inaspettato

Perché all’inizio del libro ha deciso proprio di inserire la frase “il bene si fa ma non si dice”? Come è nata questa frase?  

Ho deciso di inserire questa frase perché pensa possa rappresentare al meglio l’essenza e il comportarsi di Gino Bartali, persona altruista e impegnata nella vita civile senza mai andarsene perché nella vita è questo che conta.

Come mai ha deciso di adattare un lessico così semplice e di averlo consigliato proprio per i ragazzi della nostra età?

Ho scritto questo libro in prima persona perché speravo di dare un tono più reale al libro, in modo che si potesse recepire e godere meglio dai lettori. Bartali non era uno Intellettuale (ed infatti parlava tutto un po’ sciallo ). Poi certo che per un ragazzo è ancora più accattivante ed in questo modo gli viene più voglia di leggerlo. Spero.

Abbiamo notato che molte espressioni sono al vocativo, perché?

Il vocativo è tipico del dialetto toscano, esattamente come la sostituzione della consonante “c” con una “c” aspirata, pronunciata quasi come una “h”.

Come mai ha deciso di iniziare e finire il libro in modo così strano, quasi sospeso? La prima fase inizia con ”E siccome ero rimasto sotto la neve”, come se fosse stato detto qualcosa prima.Mentre l’ultimo capitolo lascia il racconto come non finito

A questa domanda Ferrara risponde con un’altra domanda – ” Se ci fosse una seconda puntata? se la storia continuasse? La nostra memoria ha libero spazio ed un personaggio così importante non può essere dimenticato, ma continua a vivere per sempre, perché il bene che ha fatto andrebbe sempre ricordato e imitato.

Che dire! è stata un’esperienza molto istruttiva, interessante e divertente perché ci ha permesso di comprendere molti dettagli sul personaggio descritto e romanzato nel libro. Lo scrittore Antonio Ferrara è stata una persona squisita e spiritosa, ci insegnato che nella vita bisogna lottare per raggiungere i propri obiettivi e per esaudire i nostri sogni, tutto si può realizzare basta essere risoluti e superare qualsiasi difficoltà ci intralci il cammino.

Grazie di 🧡 da parte di tutti noi alunni e docenti

Dante Pierfrancesco, De Grandi Cristian, Falcone Rocco, classe 2A

Bernardini Edoardo, Bucciarelli Edoardo, Carocci Giulia, Carioli Angelica, Dima Serena, Mazzucchelli Maria, Mancini Sara, classe 2F

Malagesi Silvia, Rossi Massimo, classe 2C