venerdì 21 Febbraio 2020

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Tivoli II- Tivoli centro“- A. Baccelli”- a.s.2019/2020

LA CORSA GIUSTA

di Antonio Ferrara

Il libro racconta la storia di un ex ciclista: Gino Bartali. A Gino studiare non piace mentre ama andare in bicicletta. Si allena così tanto che si è fatto risuolare le scarpe con la gomma di un vecchio copertone altrimenti, per quanto gli si usuravano a forza di pedalare, a risuolarne ogni volta spendeva 5 lire. E va tutto solo per le strade pedalando per chilometri.  A 20 anni il suo sogno di diventare professionista si avvera e le vittorie cominciano ad accumularsi. Lui nella sua vita ha affrontato molte difficoltà, ma non si è mai arreso. Il primo dolore fu la morte del fratello Giulio che lo abbattè molto , al punto che non corse più per un bel po’ di tempo .Con  l’aiuto di altri però  riuscì a riprendersi .Come se non fosse abbastanza, dopo sposato, il primo figlio nacque  morto .Poco dopo arrivò anche il problema dell’orribile e devastante seconda guerra mondiale. Con grande coraggio aiutó i partigiani a far trasferire in Svizzera alcune famiglie di ebrei mettendo i documenti falsi dentro il telaio della bici per portarli ad un prete che li avrebbe aiutati. Inoltre sempre, con grandissimo coraggio, nascose una famiglia ebrea nella sua cantina. Finita la guerra ,che gli aveva rubato gli anni migliori della sua vita , sembrava fossero abbastanza le difficoltà affrontate ma per peggiorare il tutto arrivó anche la morte del suo migliore amico e rivale, Fausto Coppi.

Questo libro mi è piaciuto perché Bartali, con il suo comportamento, ci fa vedere come nella vita le difficoltà non ci devono abbattere. Un vero sportivo combatte e lavora sodo per raggiungere i propri sogni e realizzare le proprie passioni. Quando la vita è difficile (come per Bartali al quale durante la guerra viene impedito di fare ciò che ama per diventare soldato) non bisogna arrendersi. Occorre comunque cercare nel cambiamento di trasformare la passione non solo in qualcosa di utile, ma proprio in forza di amore e di bene (come Bartali sfruttò la bici per aiutare gli ebrei).

Inoltre è molto bello che lui dica sempre:”il bene si fa ma non si dice”. Questo significa che quando sappiamo che stiamo facendo del bene non dobbiamo vantarci, in modo che tutti lo sappiano. Un vero cristiano, come lo era Bartali, lascia che solo Dio conosca il valore delle sue opere.

Massimo Rossi IIC