martedì 14 Luglio 2020

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Tivoli II- Tivoli centro“- A. Baccelli”- a.s.2019/2020

Memorie di guerra

Questo breve racconto non è una storia inventata ma un riassunto dei ricordi, ancora vivi nella mente di mio padre Giovanni, al quale suo nonno, anche lui Giovanni,  aveva raccontato mille storie di guerra vissute. Mio padre mi ha raccontato che il nonno era un ragazzo del 1894 partito dalle zone montuose dell’Abruzzo nella primavera del 1914 insieme alla sua somara Benedetta, per raggiungere il fronte, verso l’estate dello stesso anno, destinato a trasportare mortai, munizioni e cibo.

Il nonno di mio padre fu nominato Cavaliere di Vittorio Veneto, ho visto la sua pergamena e l’onorificenza d’oro, era stato decorato anche con Croce di Guerra nel 1918 e medaglia di bronzo, ma non ha mai raccontato a mio padre di aver ucciso qualche austriaco, forse per non impressionarlo perchè mio padre aveva circa 5-6 anni. Gli raccontava spesso della vita nelle trincee e negli appostamenti di alta montagna. Italiani e austro-ungarici si trovarono uno di fronte all’altro ad oltre 3000 metri di altezza. In queste luoghi le brigate di semplice fanteria (del tutto inadatte ad affrontare situazioni del genere), erano costituite per la maggior parte da giovani come lui reclutati nelle zone di montagna, abituati a spostarsi su questi terreni, a sopportare le temperature rigide e ad ubbidire agli ordini senza porsi troppe domande. Per oltre tre anni rimasero in quota combattendo, trasportando materiali, armi, attrezzature, viveri e costruendo baraccamenti.

Lo stupore aumenta nello scoprire come gli equipaggiamenti distribuiti erano assolutamente inadatti alla vita in quota.

Nonostante il clima estremo (gli raccontava delle nevicate estive), nella maggior parte dei baraccamenti la sola fonte di riscaldamento erano i piccoli fornelletti per le vivande.

I vestiti di lana erano pochi e molti dovettero costruirsi degli occhiali da sole (utilizzando dell’alluminio) per prevenire i danni dei raggi solari. Inoltre per tutto l’anno 1915 i soldati combatterono con le loro uniformi grigio-verdi che, in mezzo al manto nevoso, erano facilmente individuabili dai nemici. Solamente l’anno successivo furono distribuite le prime tute bianche che garantivano una maggiore mimetizzazione.

Riportiamo ora il contenuto di una cartolina postale che mio padre custodisce come una reliquia insieme ad altri cimeli di suo nonno.

Cartolina Postale del 24 marzo del 1916

Cara mamma, stanotte è stata la prima che ho passato al fronte. Ho dormito comodissimamente senza sentire punto freddo e pensare che mi trovavo oltre i 2000 m. Come vi dissi, sono destinato alla 7ma compagnia e più precisamente al 4° plotone. Non ho veduto ancora nessun collegiovese perché la maggior parte stanno al 3° battaglione mentre io sono al secondo. Ho già ricevuto l’entrata in campagna e quando fra qualche giorno andremo a riposo vi spedirò ciò che non mi abbisogna…

LORENZO D’AURIA  classe 3G