martedì 31 Marzo 2020

[email protected]

Tivoli II- Tivoli centro“- A. Baccelli”- a.s.2019/2020

Yao e le sue avventure

C’era una volta, molto tempo fa, una famiglia che non poteva avere figli e adottò un bambino di nome YAO. Divenuto adolescente godeva di una forte stima e rispetto da parte di tutti gli abitanti del villaggio per il suo altruismo e la sua bontà.
Un giorno rientrando in casa, YAO sentì parlare i suoi genitori di uno strano discorso e capì da quel momento di essere stato adottato.
Preso dalla forte notizia e anche molto spaventato, chiese spiegazioni al riguardo, si sentì subito impaurito ma anche determinato a trovare i suoi veri genitori.
YAO camminò per mesi e mesi quando un giorno si trovò di fronte ad un vecchio chiostro abbandonato al cui interno c’erano ragnatele e macerie dappertutto, e tra i vari mobili e quadri ormai andati in mille pezzi scovò una foto a lui molto familiare che ritraeva un uomo, una donna e un bambino. Tutto questo gli generò paura, scoppiò in un pianto ininterrotto, ma smise subito alla vista di un meraviglioso bastone con pietre scintillanti incastonate nel mezzo; lo prese e si incamminò verso il ritorno intenzionato a riabbracciare i suoi genitori che ormai non vedeva da molto tempo.
La strada del ritorno fu però piena di ostacoli: durante il cammino vide da lontano un meraviglioso lago, pensò di poterlo attraversare con facilità ma inoltratosi al suo interno, vide un grosso coccodrillo avanzare verso di lui. Stavolta non ebbe paura e mosso da un senso di superiorità prese il bastone e lo scagliò con forza contro l’animale che affondò nel lago.
Affaticato ma allo stesso tempo contento del risultato continuò il suo viaggio per giorni fino a quando si imbattè contro un branco di tigri affamate. In quella situazione si vedeva già cibo per i loro denti, ma non si perse d’animo; essendo un ragazzo astuto inventò un piano per raggirare le tigri e aiutato dal suo prezioso bastone le intrappolò in una fitta rete di acciaio.
Con il suo “pezzo di legno” alla mano si sentiva imbattibile e affrontò gli altri ostacoli senza battere ciglio. Ormai arrivato quasi a destinazione si accorse che nel suo villaggio c’era troppa calma, non si sentivano i mercanti urlare i contadini ridere e i bambini correre e giocare tra loro. Tutto questo gli sembrava molto strano infatti scoprì che il malvagio Zumbaje aveva tenuto gli abitanti in ostaggio.
Si diresse verso casa sua e vide che era circondata da guardie. Fu facile per lui sconfiggerle perché agitò il suo mezzo magico e fuoriuscì un gas che le addormentò.
Riabbracciò i suoi genitori con gioia ma non c’era tempo per chiarirsi perché doveva liberare il resto del villaggio da quel tiranno a cui importava solo il potere e la fama.
Lo fece uscire dalla sua tana ormai era rimasto con pochi seguaci perché tutti addormentati dal gas lacrimogeno.
Affrontò Zumbaje faccia a faccia e il tiranno gli confessò che tanti anni prima era stato lui ad uccidere i suoi veri genitori. Ancor più motivato mosso dalla rabbia aiutato dal resto degli abitanti da lui liberati lo circondarono e YAO agitando il suo bastone prezioso innalzò una grossa nube che lo fece scomparire per sempre.
Tutto il villaggio lo acclamò e organizzarono una fantastica festa in suo onore. YAO il bambino stimato da tutti era tornato.

Lorenzo Mantovani classe 1 D