venerdì 21 Febbraio 2020

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Tivoli II- Tivoli centro“- A. Baccelli”- a.s.2019/2020

I 400 anni di Miguel Cervantes

In ricordo del celebre autore del romanzo di Don Chischotte

Cervantes ha vissuto una vita avventurosa ma tormentata, ed è per questo che tutti lo ricorderemo per la sua grandiosa storia, un’opera molto famosa quella  il Don Chisciotte.  Compie 400 anni dalla sua morte, avvenuta nel 23 aprile 1616 a Madrid. E’ impossibile non scordare la sua opera più famosa, è il fascino che ancora oggi, dopo secoli, essa esercita sull’immaginario collettivo.
Miguel de Cervantes Savedra nasce in Nuova Castiglia, il 9 ottobre del 1547. Arruolatosi all’esercito, combatte la guerra contro i Turchi prendendo parte alla battaglia di Lepanto, nel 1571. Catturato dai corsari turchi, resta cinque anni prigioniero ad Algeri, e a causa delle gravi ferite riportate nella battaglia perderà per sempre l’uso della mano sinistra. Catturato, Cervantes rimarrà loro prigioniero per cinque anni. Tornato in patria, si sposa, si separa e avrà una figlia da una relazione con un’altra donna. Viaggia per la Spagna ma non si può dire un uomo fortunato dato che la legge lo persegue per illeciti amministrativi e bancarotta fraudolenta. Quella di Cervantes è stata una vita avventurosa, proiettata a pieno nella propria epoca storica, ma segnata irrimediabilmente dall’amarezza per il mancato riconoscimento dei suoi meriti di soldato: sempre più respinto ai margini della storia ufficiale, soffocato dai debiti e dalle ristrettezze e dal carcere, Cervantes inizia a guardare il suo tempo con uno sguardo acuto e doloroso, lo stesso che fa nascere il mito di Don Chisciotte.
Il Don Chisciotte della Mancia è un romanzo pubblicato in due volumi a dieci anni di distanza l’uno dall’altro: il primo nel 1605, il secondo nel 1615. Il Don Chisciotte descrive le tragicomiche avventure di un hidalgo spagnolo (cioè, un esponente della piccola nobiltà), che si immedesima nelle figure dei romanzi cavallereschi e diventa così Don Chisciotte. Don Chisciotte è un uomo di mezza età con una passione spropositata verso i romanzi cavallereschi dove risalta la lealtà e la giustizia a cui devono attenersi i cavalieri erranti dell’epoca medievale; egli, annoiato dalla quotidianità a cui, costretto e disgustato dal mondo che lo circonda, decide di partire per combattere una guerra personale contro la violenza e l’ingiustizia. Don Chisciotte finisce sempre deriso, ferito o picchiato. Egli, nella sua follia, intraprende un viaggio fantastico dove immagina di incontrare personaggi mostruosi e straordinari creati solamente dalla sua fantasia condizionata ed alimentata, oltre che dai romanzi cavallereschi a cui, tanto appassionato, anche dalla corruzione sociale che invade la sua epoca.
Il Don Chisciotte ma anche nei suoi romanzi in generale Cervantes ironizza la vita e tutte le vicende che possono capitarci. Lui lascia la sua vita di tutti i giorni la sua famiglia per andare a cercare di salvare il mondo anche se fallisce miseramente ogni volta. La sua crisi deriva dalla troppa lettura di romanzi cavallereschi e dal cercare di immedesimarsi in uno dei cavalieri ormai non più esistenti che cercano di rendere il mondo un posto migliore. Lui come dice Sancho Panza e un idealista e un sognatore che non si ferma al primo ostacolo.

Malagesi 3F