venerdì 21 Febbraio 2020

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Tivoli II- Tivoli centro“- A. Baccelli”- a.s.2019/2020

Le Migrazioni

Un fenomeno che ha sempre interessato la storia dell’ uomo fin dai tempi più remoti. Ed è un errore pensare che possa essere un accadimento legato solo alle nostre latitudini.

Il fenomeno delle migrazioni ha sempre interessato la storia dell’uomo sin dai tempi più remoti.
Questo si è verificato in tutto il mondo ed è un errore pensare che possa essere un accadimento legato solo alle nostre latitudini.
Il termine “migrante” deriva dal participio presente del verbo latino “migrare”e pur essendo stato già usato nel 1800 per indicare chi si trasferisce momentaneamente o stabilmente dal proprio paese, solo negli ultimi decenni pieni di grandi ondate, è andato ad indicare invece chi si trasferisce in altri paesi in cerca di condizioni di vita migliori. Molti hanno preso questa denominazione come “etichetta” per gli immigrati e quindi per un rafforzamento del razzismo nei loro confronti. Alcuni decenni fa più precisamente alla fine della seconda guerra mondiale, chi emigrava verso paesi economicamente più ricchi eravamo noi italiani, infatti durante la depressione non c’era lavoro e le condizioni erano disperate quindi la meta ambita erano i paesi del Nord Europa e le Americhe. Oggi la stessa situazione si è ripresentata soprattutto per i cittadini provenienti da Europa orientale, Nord Africa e America meridionale dove guerra e povertà costringono migliaia di persone ad abbandonare le loro terre per trovare un posto migliore. E spesso per farlo mettono a rischio la loro vita affrontando lunghi viaggi con mezzi di fortuna come grandi barconi che vengono riempiti ben oltre il limite consentito con uomini donne e bambini che spendono tutti i loro risparmi per salirci sopra e lottare contro la morte pur di sopravvivere. E’ sempre meglio non giudicare un libro dalla copertina perché dietro quei volti ci sono padri e madri fuggiti dall’orrore della guerra per dare un futuro ai loro figli portandoli via dall’inferno.
Oramai in Italia sono presenti 5.014.597 immigrati, circa il 5.8% della popolazione Italiana e secondo questi dati, provenienti da:
Romania: 1.131.839 persone 22% degli immigrati, Albania: 490.000 persone 13,8% degli immigrati, Marocco: 449.058 persone 10% degli immigrati, Cina: 265.820 persone 8,3% degli immigrati,Ucraina: 226.024 persone 4,5% degli immigrati, Filippine: 168.238 persone 4,4% degli immigrati,India:147.056 persone 2,9% degli immigrati, Moldova: 147.388 persone 2,9% degli immigrati, Bangladesh: 115.301 persone 2,3% degli immigrati, Perù: 109.668 persone 2,2% degli immigrati. Africa: in particolare da Angola, Burundi, Chad, Congo, Eritrea, Etiopia, Liberia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Repubblica centro africana, Ruanda, Senegal, Sierra Leone, Somalia, Sudan, Uganda, Yemen.                                    Ci sono tre tipi di immigrati che approdano in Europa: 1) Le persone che migrano perché in fuga da guerre e carestie: “profughi”; 2) Le persone che invece scappano dal paese in cui si trovano per motivi politici o religiosi: “rifugiati”; 3) Le persone che emigrano in cerca di condizioni economiche migliori.
Molte persone, se così sono definibili, sfruttano il fatto dell’immigrazione a scopi lucrosi, alimentando così la criminalità organizzata: per esempio un cinese che volesse emigrare in America clandestinamente, spenderebbe tra i 30.000 e i 40.000$.
In Italia la maggior parte dei migranti provenienti da Africa ed Asia arrivano via mare con barconi che non assicurano con certezza l’arrivo a destinazione; attraversando il mediterraneo molti sbarcano in località sicule come Lampedusa e Pantelleria o anche in Calabria e in molte altre zone costiere del sud. La meta più ambita è sicuramente l’Europa: in parte per la vicinanza, poiché può essere raggiunta abbastanza facilmente ed è vista da loro come un territorio ricco; questa considerazione in parte è vera anche se non è vera per le località dove approdano. Le prime importanti immigrazioni Italiane ci sono state a partire dal 1908. Dopo essersi interrotte a causa delle guerre mondiali sono riprese nel dopoguerra e si sono intensificate negli ultimi decenni portando alla situazione attuale. Il percorso che i migranti provenienti da Africa e Asia attuano è questo:                                                                               Non solo da fame e carestia, da disoccupazione e malattie, ma spesso dal terrore. Ecco cosa succede in Africa ovvero da dove proviene il numero più grande di migranti.
Per capire da cosa fuggono, basti citare la Repubblica centro Africana dove abbondano diamanti, oro e uranio, e dove da alcuni mesi a questa parte infuria una violentissima guerra civile con la conseguente crisi umanitaria che registra migliaia di persona in fuga. Altro esempio riguarda l’Eritrea, dove il regime dittatoriale guidato dal presidente Isaias Afwerki si contraddistingue per essere uno dei più brutali, repressivi e violenti dell’intero continente.
Ecco il grafico che mostra l’andamento dell’immigrazione in Italia dalla fine del 1900 ai giorni d’oggi:

Le conseguenze positive…

Il rapido afflusso di nuova e così eterogenea manodopera potrebbe avere effetti positivi sull’economia del nostro paese. In un lavoro recente si è riuscito a dimostrare che l’afflusso di nuovi migranti ha favorito la crescita di settori produttivi che impiegano con maggiore frequenza lavoratori che svolgono mansioni semplici.
Usufruendo di dati relativi alle province con maggiori permessi di soggiorno si può notare come in quelle province c’è stato un sostanzioso aumento del Prodotto Interno Lordo (Pil), ma anche una crescita notevole nel campo artigianale.

E quelle negative…..

In Italia ogni giorno sbarcano migliaia di clandestini che vengono messi nei centri di accoglienza. E ciò che rende il problema ancora più grave è che in alcuni casi è la criminalità internazionale a gestire l’ingresso clandestino. La popolazione italiana riguardo questo fenomeno si divide in due parti: da una troviamo delle persone che credono sia meglio tenerli nei vari centri a loro riservati per impedire di far rischiare loro ancora la vita e dall’altra persone che vorrebbero rimandarle nei loro paesi d’origine. Proprio da quest’ultima parte nasce il razzismo ovvero il modo in cui queste persone vedono i migranti basandosi sulla loro origine e sul colore della pelle credendosi superiori a loro. C’è da dire però che non tutti quelli che vogliono rimpatriare i clandestini sono razzisti poiché questo oggi è un termine abusato infatti per ogni voce contraria anche se giustificata dalla situazione economica italiana si utilizza questo termine quando nella maggior parte dei casi si tratta soltanto della volontà di regolare una situazione che al momento sta diventando insostenibile. Altri tre sono gli elementi negativi: il primo è la criminalità, infatti come viene affermato nella 18 esima edizione delle “Statistiche sull’Immigrazione” essa può portare in Italia le cosiddette “mele marce” cioè immigrati che sono componenti di una criminalità organizzata straniera. Il secondo si basa sul fatto che molte volte il denaro guadagnato dagli immigrati, viene speso in altri paesi per sostenere magari la propria famiglia rimasta in patria, e quindi non vada a rinforzare l’economia locale bensì quella del paese di origine; per fare un esempio: ogni cinese invia in media 12.000 euro all’anno in patria, dando modo così di sostenere la propria famiglia e di rafforzare l’economia del mercato asiatico (questo ha contribuito e contribuisce tutt’ora alla crescita orientale), lo stesso accade nel caso degli africani, anche se il loro ricavato è molto minore.
Invece il terzo va ad indicare un motivo prettamente sociale, svantaggioso sia nei nostri, sia nei loro confronti: nei nostri perché il loro mantenimento ha un prezzo che si aggiunge alle nostre tasse e va a detrarre soldi dai fondi europei; per loro per le forti discriminazioni razziali che subiscono da parte di persone che non riescono a vedere la loro situazione di necessità ma li considerano solo un pericolo oppure tendono a sfruttarli e non c’è niente di più odioso dello “sfruttamento dell’uomo da parte di un altro uomo”.

Possibili soluzioni. La mia idea…

Una possibile soluzione potrebbe essere quella di risolvere le cause che costringono le persone a migrare come quelle della fame e della povertà anche se si potrebbe andare a toccare punti dolenti come quello della dittatura e delle persecuzioni.
Un altro metodo sarebbe quello di concitare paesi come l’Inghilterra e l’America a riaprire le frontiere in modo da poter così avere una più equa ridistribuzione di immigrati nel territorio.
Partendo dal presupposto che ho idee particolarmente cosmopolite sono molto orgoglioso di quello che il mio paese sta facendo in questo momento
cioè il fatto di aver salvato e di continuare a salvare costantemente migliaia di vite umane, che senza il nostro aiuto e le nostre cure morirebbero in mare.
Allo stesso tempo però mi rendo conto del fatto che sia impossibile mantenere sul nostro territorio un volume tanto elevato di persone straniere, ecco perché è indispensabile agire al livello europeo e mondiale affinché ci sia una ripartizione collettiva dei migranti che solo per ragioni di vicinanza approdano sulle coste italiane.

Giulia Valentini e Filippo Pascucci III Sez. F