mercoledì 30 Settembre 2020

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Scuola secondaria di 1^grado- A. Baccelli- a.s.2019/20.

“Piana delle Orme”

Un viaggio nella storia della Seconda guerra mondiale

Il 26/04/2017 gli alunni delle classi terze frequentanti l’istituto comprensivo di I grado A. Baccelli, si sono recati al celebre museo della seconda guerra mondiale “Piana delle orme”, situato a Latina. Analizzando il nome possiamo notare che “Piana” si rifà al fatto che ci troviamo in pianura e “orme” si riferisce a quelle impresse da migliaia di soldati che l’ hanno attraversata durante la guerra. Il museo, privato, nasce dalla collezione di Mariano de Pasquale, che viene continuamente arricchita. Sono raccolti circa 50’000 reperti e materiale conservato in più padiglioni riguardanti eventi bellici della seconda guerra mondiale in cui è stata coinvolta l’Italia e il Lazio. Ogni padiglione affronta un particolare tema attraverso specifiche ricostruzioni acustiche e animate.

Alle h.10:00 è iniziata la visita al museo con spiegazioni minuziose e dettagliate di una guida:

Il percorso è incominciato con la mostra dell’organizzazione all’ interno di un campo di concentramento tedesco, dove oltre ai perseguitati anche i soldati erano isolati dal mondo esterno. Per evitare di ignorarlo, creavano radio nascoste all’ interno delle gavette, recipienti metallici, nel quale i soldati riponevano il proprio cibo; all’entrata del lager c’era una scritta che andava a schernire i perseguitati: “ Il lavoro rende liberi”. Gli ebrei venivano deportati con treni per bestiame ammassati nei vagoni, perciò i viaggi risultavano estenuanti. Ogni perseguitato aveva il simbolo che spiegava il motivo della propria deportazione:

  • la stella di David indicava gli ebrei;
  • il triangolo di colore rosso simboleggiava i prigionieri politici;
  • il triangolo di colore marrone si riferiva ai prigioneri zingari;
  • il triangolo di colore nero contrassegnava gli asociali;
  • il triangolo di colore viola era simbolo dei testiomoni di Geova;
  • il triangolo di colore rosa indicava gli omossesuali;
  • il triangolo di colore blu distingueva gli emigrati;
  • il triangolo di colore verde rappresentava i delinquenti comuni;
  • la sagoma di un triangolo, bordata di nero, sovrapposta a un triangolo giallo, indicava gli ebrei “profanatori della razza”;
  • il triangolo giallo sovrapposto a un triangolo nero, simboleggiava le donne “ariane”, “profanatrici della razza”;
  • il rettangolo posto sopra il triangolo contrassegnava i prigionieri recidivi;
  • il disco nero, posto tra il vertice inferiore del triangolo e il numero di matricola, si riferiva ai prigionieri assegnati alle compagnie di disciplina.

Solo la fase di partenza della visita trattava il dramma ebreo, poi invece il museo vede protagonista l’Italia e i generi di armi.

Alle 10:15 i ragazzi sono stati condotti nello stand in cui vi erano tutti i mezzi utilizzati durante la guerra, di cui molti ancora funzionanti, tra cui quelli anfibi utilizzati da tedeschi ed americani poiché all’ epoca l’Italia era ricca di zone paludose. Inoltre lì è situato il carro armato M4 SHERMAN usato in svariate pellicole cinematografiche, tra cui quella più celebre: “La vita è bella” di Roberto Benigni.

Alle 10:30 gli alunni hanno visitato il capannone dedicato allo sbarco ad Anzio e Nettuno. I tedeschi per difendersi distrussero i canali per riportare la Malaria, ma gli americani importarono il DDT, che la eliminò definitivamente. Nello sbarco gli americani dovettero distruggere bunker, case matte, ma soprattutto appostamenti; gli americani riuscirono nel loro intento, ma persero  in quella sola occasione 33’248 militari, che sono stati in parte sepolti nel cimitero americano di Anzio.

Alle 11:00, le classi sono state condotte al capannone dedicato alla guerra in Africa che ricostruiva fedelmente la situazione tragica in cui erano costretti a vivere i soldati, i quali se pur vincevano uno scontro, non potevano avanzare non potendo allontanarsi troppo dalle scorte di acqua e viveri. Questo equivaleva a fare avanti e indietro e dava come risultato migliaia di morti e alcun guadagno. In questo padiglione si trovavano anche l’illustrazione dell’ultima guerra in Italia, a Montecassino dove era rappresentato tutto il danno che la seconda guerra ha provocato. Gli ospedali non si trovavano sul fronte, quindi un soldato ferito non aveva scampo. Molti morivano anche a causa di malattie per la poca igiene; a questo punto della storia, Mussolini si rese conto di aver sbagliato ed accettò l’aiuto offertogli da Hitler, che gli riservò delle truppe speciali famose per il loro temperamento aggressivo. Ciò però si rivelò futile, poiché affianco agli inglesi iniziarono a combattere anche gli americani che condussero l’Italia alla resa.

Maria Francesca Avadanei, Gaia Mancini e Filippo Pascucci  3 F