venerdì 21 Febbraio 2020

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Tivoli II- Tivoli centro“- A. Baccelli”- a.s.2019/2020

Il barboncino vanitoso

Su un marciapiede passa un signore anziano vestito con giacca e cravatta; insieme a lui, il suo barboncino Lilly. Dall’ altra parte del marciapiede, un ragazzo con il giubbotto di pelle e i jeans; anche lui con un cane, un meticcio, di nome Oliver. Tutti e due i cani si dirigono verso il parco. Il meticcio viene sciolto e va a giocare con i suoi simili; il barboncino invece si siede vicino al padrone e rimane a guardare. Ad un tratto, Oliver chiama Lilly per giocare insieme. Questo risponde: “Non posso sporcarmi, vedi come sono bianca e pulita? Non sono come te!”. Oliver ribatte: “Ma dai, vieni a giocare! I nostri padroni ci lanciano le pallette e i frisbee, ci divertiremo!”. “Un cane bello e importante come me – prosegue Lilly – non si mischia con cani come te”. “D’accordo, Lilly – conclude Oliver – se cambi idea, sai dove sono”. Lilly rimane allora seduta, ma comincia presto ad annoiarsi e pensa tra sé: “Si stanno divertendo molto”. Lilly ha capito che, a causa della sua vanità, sta perdendo l’occasione di giocare con i suoi simili; chiama perciò il meticcio: “Oliver, Oliver, ho riflettuto sul tuo invito, posso venire a giocare?”. Proprio in quel momento il padrone di Oliver mette il guinzaglio al proprio cane per tornare a casa. Oliver dice: “Mi dispiace, Lilly, sarà per la prossima volta”. Lilly ha capito la lezione: metterà da parte la propria vanità. Chi è vanitoso rischia di pentirsene.       

Ludovica Raimondo,1H