martedì 31 Marzo 2020

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Tivoli II- Tivoli centro“- A. Baccelli”- a.s.2019/2020

Percorso guidato al “Castello di Sermoneta”

Il giorno 18 aprile le classi 1A e 1 F hanno visitato il castello medievale di Sermoneta. Gli alunni si sono affidati a due guide preparatissime, che hanno esposto in maniera chiara e comprensibile tutte le curiosità di questo luogo.
Giunti al borgo medioevale hanno raggiunto il castello che svetta in cima ad una collina di ulivi. Appena all’interno delle mura, oltrepassati i primi due ponti levatoi si sono ritrovati nella piazza principale chiamata, come in molti castelli medioevali, “Piazza d’armi”.
Qui restano tre cisterne che venivano utilizzate per raccogliere l’acqua piovana dato che nei dintorni non c’erano molte sorgenti. Nella piazza inoltre due lecci ultrasecolari sembra facciano da sentinelle. Il castello fu fatto costruire dagli Annibaldi, successivamente lo acquistarono i Caetani, i quali vennero cacciati con la forza dai Borgia. Durante il dominio delle famiglie Annibaldi e Caetani, il castello venne utilizzato prevalentemente per feste e sagre di città. I Borgia lo resero una vera  e propria fortezza, aumentarono lo spessore delle mura da mezzo metro a tre metri e  divisero il “Mastio” dal resto del  castello aggiungendo un terzo ponte levatoio. L’interno possiede splendidi dipinti. Nella “Sala del Cardinale”, anticamente utilizzata per le riunioni e i congressi della famiglia regnante, si possono ammirare “La madonna col bambinello” al centro, “San Pietro” e “Santo Stefano con le chiavi in mano”. Inoltre due dipinti del 1206 e del 1226 raffigurano i cardinali Bonifacio e Luigi Caetani. Due tavoli sono posti ai lati della sala, unendoli si veniva a formare un unico grande tavolo.
Avanzando per il castello, sotto la finestra di uno studio ci sono ancora dei gradoni, usati dalle dame per leggere, cucire e chiacchierare. Il soffitto dello studio è in legno a cassettoni del 1500.
Usciti dalla stanza, si notano delle scale, a destra i gradini sono più piccoli e frequenti di quelli a

sinistra che conducono alle scuderie. Le ingegnose scale servivano in realtà, come in molti castelli d’epoca, a far passare da una parte i cavalli e dall’altra i cavalieri, facendoli arrivare nello stesso momento. Oltre le camere, si trova la cucina con una quarta cisterna interna, con anche un ampio forno e con un altissimo camino. Accanto alla “Sala dei Baroni” o dei ricevimenti si trova una stanza da pranzo abbastanza povera dove appaiono sulle pareti due teschi di bufali asiatici. Le ultime due stanze del castello cioè le “Camere Pinte” erano affrescate e servivano da rappresentanza in quanto usate per gli ospiti. L’anticamera reca affreschi autocelebrativi e la camera piú che altro riflessivi.
Giù in fondo si trovano le scuderie che potevano ospitare quaranta cavalli. Il loro soffitto era un misto di malta  e cannucce di palude, un’ottimo isolante termico. Il pavimento aveva la pendenza verso il centro per agevolare lo scudiero nelle pulizie. In fondo sono collocati due vasconi che venivano utilizzati per lavare e dissetare i cavalli. Oltrepassando il ponte levatoio, davanti al “Mastio” si può notare una fossa molto profonda usata in principio per scaricare i rifiuti. In seguito i Borgia abbatterono i due pavimenti sovrastanti alla fossa e aggiungendo un terzo ponte levatoio lo resero un profondo e stretto burrone. Entrati si vede prima di tutto la camera dei feudatari o dei padroni con un letto del 1500 è una culla del 1700. Più avanti, salendo, si arriva su una torre molto alta dalla quale si scende attraverso una stretta e sopratutto buia batteria che porta al punto di partenza.

 

Dima Serena, Bernardini Edoardo 1F