mercoledì 30 Settembre 2020

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Scuola secondaria di 1^grado- A. Baccelli- a.s.2019/20.

Colori e profumi del giardino di Ninfa

La guida turistica Mara ci ha presentato questa “Oasi Naturalistica”

Il 18 Aprile le classi I F e I A  si sono recate al GIARDINO DI NINFA,  uno dei giardini più importanti non solo d’Italia ma del mondo, dove arrivano migliaia di visitatori  perché è un giardino speciale, andiamo a vedere le motivazioni.
La guida ha raccontato la storia della città di NINFA che, nel medioevo,  fu una città ricca, potente e importante. Sorgeva nello Stato della Chiesa, quindi ogni volta che veniva eletto un nuovo pontefice cambiava la famiglia che amministrava la città. Questo meccanismo si interruppe nel 1298, quando salì al pontificio Papa Bonifacio VIII.
La città era così importante che, attirò anche le rivalità di un ramo di della FAMIGLIA CAETANI. E quindi fece distruggere alla città di Ninfa tra il 1280-1282.
All’epoca di un evento storico che si chiama SCISMA D’OCCIDENTE, quando si scontrarono  due pontefici eletti  lo stesso momento, una guerra, nata  soltanto per motivi religiosi e anche per motivi di invidia economica, portò  la  fine nel  300- 1382 della la città, che fu distrutta.
Nel 1920 gli eredi dei CAETANI avevano governato la città di Ninfa, decisero di dare una seconda vita  a questo posto ma non ricostruendo la città, ma creando intorno un romantico giardino di ispirazione inglese.
Il primo creatore del giardino, era GELASIO CAETANI, un ingegnere appassionato di storia, che si occupò del recupero del giardino insieme alla madre ADA  in un secondo momento arrivo suo fratello LOFFREDO che era un musicista e fu lui a creare tutti i ruscelli, giochi d’acqua e che quindi decorano il giardino anche dal punto di vista sonoro. L’ultima persona che si era dedicata al giardino era stata  la figlia di LOFFREDO, che si chiamava LELIA ed è scomparsa nel 1977. LELIA siccome non aveva avuto figli temeva che questo immenso patrimonio storico, artistico e botanico potesse andare disperso quindi creò una fondazione che esiste ancora oggi che gestisce oggi non solo il giardino di NINFA ma anche il castello di SERMONETA.
La famiglia CAETANI a partire dal 1920 ha collezionato migliaia di piante che arrivano da ogni parte del Mondo. Il giardino non esiste nemmeno da 100 anni, è stato creato dalla famiglia CAETANI a partire dal 1921 e quindi questi alberi sono cresciuti così tanto grazie ai ruscelli anche alle montagne, la CATENA DEI MONTI LEPINI, che proteggono il giardino dai venti freddi che vengono dal nord .Nella città vi abitavano almeno 2000 persone.Sono state ritrovate le tracce di almeno 14 edifici religiosi, 7 Chiese esistevano all’ interno delle città, aveva anche delle fabbriche: una conceria per le pelli degli animali è una ferriera industria che lavorava il ferro.
Vicino ai resti della Chiesa più importante che, era la CATTEDRALE DI SANTA MARIA MAGGIORE in cui nel 1159 fu incoronato un Papa che era ALESSANDRO III.
Ci ha fatto notare anche dei Cipressi che sono degli alberi del verde scuro, e questi Cipressi servivano per le loro radici perché mettendone tanti in un punto anche se c’erano le radici, non emergevano dal terreno e quindi non facevano crollare ancora di più tutti gli edifici, si trovano soprattutto nei cimiteri c’ un motivo simbolico perché data la loro altezza sembrano come delle fiamme che s’innalzano verso il cielo, come una preghiera o come un INNO ALLA VITA, quindi questo albero si  dai tempi più remoti sono associati al lutto della morte.GELASIO CAETANI utillizzò i Cipressi per segnalare delle cose importanti.
Poi siamo arrivati alla Piazza Principale che si chiamava PIAZZALE DELLA GLORIA perché lì sfilavano i soldati e si consegnavano loro medaglie.
I CAETANI riuscirono addirittura a mettere a dimora le piante che avevano più bisogno di umidità. Ci sono anche dei fiori ad ombrello che sono i PRUNUS e servono a decorare il giardino sopratutto in primavera. Il ponte che attraversa il fiume di chiama PONTE A DUE LUCI perché ci sono due fori e PONTE DEL MACELLO perché una volta percorrendolo si poteva raggiungere un’ ammattatoio cioè dove si uccidono gli animali; mentre la leggenda narra che lì sia avvenuto un sanguinoso scontro quando i NINFESINI provarono a difendere la loro città infilzando tutti quelli che al disotto degli archi stavano tentando di entrare al Ninfa quindi oltrepassando il ponte e le mura per conquistarla.Lungo il fiume ci sono delle piante che servivano per esempio da farsi come ombrello o costruivano dei  tetti per le case in modo da poter riparasi.Gli 8 ettari di giardino dal 1976 fanno parte di un’oasi protetta che, si estende per oltre 52 ettari. Gli alunni hanno potuto vedere del BAMBÙ  che cresce tanti cm al giorno, quindi un germoglio dì bambù in qualche settimana diventa altissimo, ma poi smette di crescere e diventa più robusto, bambù viene utilizzato oltre che per i panda, anche per usi domestici, e man mano che gli anni passano comincia un po’ a schiarirsi, hanno anche una patina bianca che è leggermente tossica  potrebbe causare delle irritazioni ed è proprio una tecnica sviluppata dal germoglio di bambù per proteggersi da appena nato. Qui troviamo anche un albero che con le sue radici si è consumata anche una piccola guerra sotterranea per il dominio del terreno in cui affondare i germogli di Bambù e le radici del Leccio, la guarda la persa il Leccio, però lui non vuole sapere di arrendersi perché non gli hanno permesso di conficcare le radici i bene nel terreno, cadendo si è sdraiato e usa una rovina come se fosse un po’ il suo cuscino, è ancora vivo è soltanto addormentato, è ancora vivo perché una piccola parte delle sue radici sono ancora nel Bambuseto. Si affacciavano anche gli edifici che rappresentavano il Governo delle Città. Mentre stavamo vicino al fiume ci ha fatto vedere un edificio che era la SEDE DEL MUNICIPIO perché Ninfa fino alla fine del 200 era un Comune e quindi, Pietro CAETANI nel 1998 comprò la città e dopo si trasferì nel Castell, della sua abitazione non rimane nulla.
I residenti del Giardino recuperarono la Sede Del Giardino utilizzandola come un luogo di residenza in alcuni momenti dell’anno, ma era anche la Villa di Rappresentanza, dove accoglievano tutti i loro ospiti.

 

 

 

I fiori di Ninfa

Mancini Sara, Magrini Camilla 1F