martedì 14 Luglio 2020

[email protected]

Tivoli II- Tivoli centro“- A. Baccelli”- a.s.2019/2020

Michelangelo- Infinito

FILM Drammatico/Documentario 2018
REGISTA: Emanuele Imbucci
ATTORI: Enrico Loverso nel ruolo di Michelangelo Buonarroti
Ivano Marescotti nel ruolo di Giorgio Vasari
Lo scultore, pittore e scrittore d’arte Giorgio Vasari racconta, da una biblioteca, la vita di Michelangelo Buonarroti, che ha realmente conosciuto. Fin da bambino lui amava disegnare, così il padre lo mandò a imparare la vera arte nella bottega di uno dei più bravi e quotati artisti fiorentini, il Ghirlandaio. Michelangelo già da ragazzo era il migliore tra gli allievi tanto che fece esclamare al suo maestro: “Costui ne sa più di me!”. In seguito cominciò a frequentare un’accademia artistica sostenuta da Lorenzo il Magnifico. In questo periodo scolpisce diverse opere come La battaglia tra centauri e la Madonna della scala. Nel 1492 morì Lorenzo il Magnifico e Michelangelo in quegli anni scolpì il Crocifisso ligneo. Egli era così bravo che fu chiamato anche a Roma a soggiornare presso un cardinale che gli mostrò la sua collezione di sculture e lo sfidò a fare di meglio, lasciandogli solo un anno di tempo. Per la realizzazione cominciò a utilizzare i preziosi marmi bianchi provenienti da Carrara. Michelangelo nonostante il poco tempo a disposizione, fece una statua bellissima Il bacco. In seguito ricevette altre commissioni e la più importante fu La pietà che confermò per l’ ennesima volta la sua bravura nella scultura.
In seguito Michelangelo ritornò a Firenze e subito gli furono commissionate molte opere. Qui, prendendo come ispirazione il racconto biblico di David contro Golia, scolpì il David chiamato anche il gigante perché la statua era alta 5 metri. Questa opera è così verosimile alla realtà perché Michelangelo, nel tempo libero, osservava da vicino e studiava l’anatomia dei defunti così che riusciva a riprodurla con la massima perfezione.
Un’altra commissione che ricevette fu l’affresco rappresentante l’episodio de La battaglia di Cascina che però, nonostante la smania di mettersi continuamente alla prova, non fu portato a termine. In questo gli fu di grande consolazione il fatto che nella stanza a fianco dove lui lavorava si trovava Leonardo da Vinci che a sua volta non terminò la sua opera a causa di errori nella sua continua sperimentazione di nuove tecniche.

La sua più grande opera d’arte fu indiscutibilmente la realizzazione degli affreschi della volta della Cappella Sistina commissionati da Papa Giulio II affascinato profondamente dalla sua arte. Michelangelo disegnò un ciclo di affreschi rappresentanti la storia di Gesù e di Mosè ma soprattutto Il giudizio universale. Per terminare la sua opera rimase molti anni sui ponteggi; nonostante questo lavoro massacrante e la sua insoddisfazione d’artista, riuscì a portare a termine un capolavoro.
Il film è stato girato come un documentario in cui il narratore è Giorgio Vasari che ricorda singoli episodi della vita di Michelangelo. A questo racconto vengono associate immagini dell’artista all’interno delle cave di Carrara in un’altra dimensione, quella del futuro in cui lui è già anziano ma continua a lavorare il marmo. Questo modo di raccontare una storia mi è piaciuto perché il Michelangelo del futuro spiega il motivo delle sue azioni. Nel film viene fatta vedere solo la sua arte e come lui voglia dare un’anima al marmo , infatti in una parte del racconto Michelangelo si arrabbia molto con un masso di marmo perché la sua vita l’ha dedicata solo a lui e avrebbe desiderato che parlasse e quindi prendesse vita. Egli è stato un personaggio complesso, tanto geniale quanto versatile ed irrequieto. Il titolo “Infinito”, secondo me, si riferisce alla sua continua ricerca di espressione artistica e alla volontà di farsi sempre più vicino a Dio, supremo essere creatore dell’universo.

Massimo Rossi 2C