martedì 14 Luglio 2020

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Tivoli II- Tivoli centro“- A. Baccelli”- a.s.2019/2020

“L’Apostrofo” nella grammatica musicale

Messaggini, whatsappini 
Scritti peggio dei bambini
Le faccine, i sorrisini
Ma l’apostrofo è un miracolo se lo indovini
Tre puntini, snapchattini
Ibiza, Mykonos o Santorini
All night long, cuoricini
Ma l’apostrofo è un miracolo se lo indovini
Se sei uno di quelli che scrivono ‘qual è’
Mettendo l’apostrofo prima della e
L’ortografia corretta ristudiala perché
Grammatica drammatica.
Se sei uno di quelli che scrivono ‘fra un po”
E lo scrivono ponendo l’accento sulla o
L’ortografia corretta te la rispiegherò
E tu studiala e studiala.
Nell’ortografia italiana, l’ortografia italiana
L’apostrofo si usa sempre seguendo la definizione
Se c’è una situazione fra queste tre (privè)
Elisione (eh eh),
troncamento (oh oh)
Elisione (eh eh), troncamento (oh oh)
Elisione (eh eh), troncamento (oh oh)
E l’aferesi, l’aferesi
There’s no tomorrow. Con l’apostrofo, l’apostrofo
‘Postrofo. ‘postrofo, ‘postrofo
(È un simbolo di interpunzione paragrafematico).
Po po poroporo po po po, Ro po po poropo
L’apostrofo
Poropo po po,poroporo po po po
Ro po po poropo, po poroporo po po po
Ro po po poropo
L’apostrofo
Poropo po po, poroporo po po po
L’apostrofo all night long
L’elisione di una vocale
Se in una parola quando cade la finale
Davanti a una parola tale
Che non inizi per vocale
Se parliamo continuamente
Compiamo le elisioni inconsapevolmente
Ma nello scritto è differente
Le elisioni vanno espresse ma graficamente
Con l’apostrofo in qualche caso invece no
Dalle quali non si elidono
Si troncano
Senza l’apostrofo
Veniamo ora all’apocope
O anche troncamento
Che se quando cade un fono o una sillaba
Per esempio Se alla parola poco tu togli la finale
L’apostrofo va bene, l’accento invece male
L’ortografia corretta te la rispiegherò
Tu studiala e studiala(Privè)
Elisione (eh eh), troncamento (oh oh)(3vlt)
E l’aferesi, l’aferesi
There’s no tomorrow
Con l’apostrofo, l’apostrofo
 ‘Postrofo, ‘ postrofo, ‘ postrofo
(È un simbolo di interpunzione paragrafematico)
Po po poroporo po po po, ro po po poropo
L’apostrofo
Poropo po po
Poroporo po po po
Ro po po poropoPo po poroporo po po po
Ro po po poropo
L’apostrofo
Poropo po po, poroporo po po po
L’apostrofo all night long
(È un simbolo di interpunzione paragrafematico)

Lorenzo Baglioni ha scritto questa canzone intitolata L’Apostrofo, è stata pubblicata il 21 giugno 2018 e in meno di 6 mesi ha raggiunto fino a 5 milioni di visualizzazioni,  si trova nel suo ultimo album “Bella prof”. L’autore nasce a Grosseto nel 1986 e dopo essersi laureato a Firenze, in matematica ,inizia ad insegnare nelle scuole superiori. Lascia la scuola per la sua carriera musicale; a differenza negli altri autori di canzoni Lorenzo è molto particolare, infatti le sue canzoni  hanno lo scopo di insegnare la grammatica ai ragazzi. 

Questa canzone  vuole trasmettere a tutti l’uso dell’apostrofo nella scrittura italiana. Nella prima strofa si evidenzia che tutti, quando scrivono i messaggi, utilizzano l’apostrofo in modo sbagliato, specialmente la parola “Qual è”  infatti molti giovani lo scrivono mettendo l’apostrofo prime della “è”. Oppure mettono l’accento a po.  Nella seconda il cantante ribadisce che l’apostrofo nella grammatica italiana si differenzia dal Troncamento e l’aferesi. L’apostrofo è quindi, l’elisione della vocale finale di fronte ad un’altra vocale iniziale di un’altra parola.  La canzone si chiude con la spiegazione dell’Apocope.

 

Ripassiamo l’uso dell’Apostrofo

In italiano si ha l’apostrofo quando si presenta il fenomeno dell’elisione. L’elisione consiste nella caduta della vocale non accentata di una parola di fronte alla vocale iniziale di un’altra parola; nella scrittura l’elisione è segnalata dall’apostrofo. • L ’elisione è obbligatoria con: → gli articoli determinativi lo , la e le preposizioni articolate formate con essi: l’animale, l’acqua, dell’uomo, dall’opera; → l’articolo indeterminativo u n a : un’amica, un’impresa, un’epoca; → gli aggettivi b ello e q u ello : un bell’albero, quell’immagine; l’elisione in questo caso è possibile ma non obbligatoria con i femminili b ella e q u ella ; → s a n t o e s a n t a : sant’Anna, sant’Anselmo. ⇒ Nella lingua scritta contemporanea c’è la tendenza a una progressiva riduzione dell’apostrofo. Con l’articolo gli l’elisione è possibile, ma poco frequente, solo davanti a parole che cominciano con la stessa vocale: gl’Italiani (ma gli Americani); mentre con l’articolo le non si ha mai l’elisione (le amiche, le erbe). • L ’elisione è prevalente ma non obbligatoria con: → la preposizione di, specialmente davanti a una parola che comincia con la i : d’accordo, d’argento, d’improvviso, d’invitare; → i pronomi personali atoni lo , la , mi, ti , s i , vi , n e : l’incontrai o lo incontrai, l’ospitò o la ospitò, m’avvisò o mi avvisò, ecc.;
→ l’aggettivo q u e s t o : quest’anno, quest’ultimo; → l’avverbio e congiunzione c o m e seguito dal verbo e s s e r e : com’è grande!, com’era bello. • Si ha l’elisione solo in particolari contesti: → con l’avverbio di luogo ci , che prende l’apostrofo solo davanti al verbo e s s e r e : c’è, c’erano; → alcune parole conservano l’apostrofo solo in frasi ormai cristallizzate nell’uso: a q u a ttr ‘ o c c hi , t u tt’altr o , t u tt’e d u e, t u tt’al più, s e n z ’altr o , nie n t’altr o , m e z z ’o r a; → con la preposizione d a , che si elide solo nelle espressioni: d’o r a in p oi, d’o r a in a v a n ti, d’altr a p a r t e, d’altr o n d e. • L ’elisione non si produce mai: → con i pronomi atoni le , li in funzione di complemento oggetto: le ammiravo, li incontrai, e con il pronome le in funzione di complemento di termine: le affiancherò un tutore; → con il pronome personale atono ci (noi, a noi) seguito da vocale diversa da i : ci ama, ci osserva; → davanti a i semiconsonantica: di ieri, lo iodio, lo iato. Ricordiamo che: le forme dell’imperativo presente dei verbi dir e , d a r e , f a r e , s t a r e , a n d a r e si scrivono con l’apostrofo e non con l’accento: di’, da’, fa’, sta’, va’, mentre le forme dell’indicativo presente dei verbi d a r e , f a r e , s t a r e e a n d a r e si scrivono così: d à, f a, s t a, v a; così come la forma troncata di p o c o si scrive con l’apostrofo e non con l’accento: po’.

Pacifici Iris, Iammancini India 2F