venerdì 21 Febbraio 2020

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Tivoli II- Tivoli centro“- A. Baccelli”- a.s.2019/2020

20 ANNI DELL’EURO

L’euro compie 20 anni ed è tempo per tracciare un bilancio dell’adozione della moneta unica. Va detto in premessa che alla fine degli anni 90, vi era diffuso un consenso sugli effetti favorevoli che avrebbe comportato l’adozione di una moneta unica. Gli argomenti, in particolare, erano due:
Il primo riteneva utile, un’unificazione europea basata sull’assenza di conflitti armati nel continente, in una prospettiva di solidarietà tra i popoli europei.
Il secondo riteneva necessario dotarsi di un “vincolo esterno”, che legasse le mani a politici spendaccioni. Questo argomento fu largamente condiviso, sopratutto perché si attribuivano i problemi dell’economia italiana a un debito pubblico eccessivamente alto e perché questo veniva imputato agli eccessi di spesa pubblica improduttiva dei decenni precedenti.
L’euro non fu un’ invenzione della Germania, ma dell’imprenditoria francese, tedesca e parte di quella italiana.
Non fu previsto nessun meccanismo di intervento in caso di crisi e, a distanza di vent’anni, non si può capire la ragione.
Nel 2008, la crisi si trasmette dagli Stati Uniti all’Europa attraverso due canali: quello finanziaro e quello reale. Tuttavia, la riduzione della spesa ha effetti così rilevanti di contrazione del PIL da produrre, un aumento rapporto del debito pubblico.
A partire dal 2009-2010, l’architettura istituzionale comincia a essere oggetto di critiche diffuse.
L’ostinata difesa delle politiche di austerità da parte della commissione europea, è all’origine della relazione sovranista dalla quale si assiste da qualche anno, non solo in Italia.
Se l’Unione Monetaria Europea è irreversibile,e se al tempo stesso, è palesemente disfunzionale, sono rimaste due soluzioni: o attuare nei limiti dei vincoli di finanza pubblica stabilita dai Trattati; o attrezzarsi per una lenta e progressiva cessione di sovranità, nella direzione di dar maggiore rilevanza ai centri decisionali europei.

Il simbolo grafico dell’euro (€), il glifo, si ispira alla lettera dell’alfabeto greco “Epsilon” e si riferisce all’iniziale della parola Europa. Le linee parallele indicano la stabilità della moneta. Il termine Glifo possiede una propria origine etimologica.

I Paesi dell’UE sono, nel 2019, 28, ma nel 2016, si è iniziata la procedura del brexit, perché il Regno Unito vuole uscire. La procedura, dovrebbe finire il 29 Marzo 2019.

I paesi che hanno adottato l’euro sono: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna (1° Gennaio 1999), Slovenia (nel 2007), Cipro, Malta (nel 2008), Slovacchia (nel 2009), Estonia (nel 2011), Lettonia (nel 2014) e Lituania (nel 2015).
La Gran Bretagna, la Danimarca e la Svezia hanno scelto di non adottare l’euro.

Ad oggi ci sono cinque Paesi che sono candidati per entrare nell’UE, ma la candidatura non è ancora stata accettata. I paesi sono: Albania, Macedonia, Montenegro, Serbia e Turchia.

Non ci saranno “euri” in Italia. L’euro non sarà declinato al plurale: lo ha sancito definitivamente il Senato, respingendo una correzione alla Finanziaria, presentato dal senatore dell’Udc, Renzo Gubert, che chiedeva di inserire, da Gennaio 2003, nei nuovi atti ufficiali delle pubbliche amministrazioni la denominazione al plurale della moneta europea. Quindi la parola “euri” non si dice.

Bucciarelli Edorado, Gattai Gabriele 2F