martedì 31 Marzo 2020

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Tivoli II- Tivoli centro“- A. Baccelli”- a.s.2019/2020

Orte Sotterranea

Orte sotterranea è un progetto di studio e ricerca volto alla fruizione degli ambienti ipogei e della rete cunicolare della cittadina di Orte. Il progetto, sostenuto dall’Amministrazione Comunale, coordinato dalla Direzione Scientifica del Museo Civico Archeologico (dott. Stefano Del Lungo, dott. Giancarlo Pastura) con il supporto della Soprintendenza per i Beni Archeologici per l’Etruria Meridionale e promosso dall’Associazione Culturale Veramente Orte, ha permesso la costituzione di un’offerta turistica di primo livello. ↵Orte è un abitato che vanta una continuità di vita dalla fine dell’età del Bronzo (XII secolo a.C.) ai tempi odierni. All’interno della rupe che lo accoglie, nel corso di quasi 2500 anni di vita ininterrotta, sono state ricavate la rete di rifornimento idrico (cunicoli, cisterne, pozzi) e di evacuazione delle acque reflue, i magazzini, i depositi, le cantine, le stalle, le colombaie, alcuni vani di abitazione, i laboratori artigianali (per la lavorazione di lana e canapa), i lavatoi, le fontane, i triclini estivi, i vivai e i luoghi di delizie di giardini privati.↵ L’insieme di queste attività è quindi oggi visibile al visitatore in un viaggio attraverso i secoli, che ha inizio dalla fontana ipogea di Piazza della Libertà e si snoda per centinaia di metri nel cuore della rupe visitando acquedotti, colombaie e pozzi di neve.

Fontana Ipogea

Scavata probabilmente in epoca romana in corrispondenza ad un fenomeno molto più ampio di monumentalizzazione dell’abitato, è il terminale dell’antico acquedotto, il cui condotto principale viene comunemente datato tra VI e V sec. a.C. Per lungo tempo si è trattato dell’unica fonte di approvvigionamento e deposito idrico pubblico della città. Sono evidenti i segni presenti sulle lastre dei vasconi da attribuire alle brocche delle donne che per secoli hanno fatto la fila per attingere acqua. Gli statuti cittadini prevedevano sanzioni severe per chiunque l’avesse sporcata. Un custode, incaricato dai Priori, era tenuto a pulirla e tenere le chiavi della porta che a nessuno era lecito aprire all’infuori di lui. L’aspetto fisico attuale della fontana è dovuto alle sistemazioni avvenute nel primo seicento.

I cunicoli

Il cunicolo principale è stato concepito, a partire dal VI-V sec. a.C., come mezzo di recupero dell’acqua piovana infiltratasi all’interno del banco tufaceo e per trasferire alle fontane urbane quelle provenienti dalle sorgenti delle Grazie. Il condotto principale della rete, lunga complessivamente 1600 m, dalla fontana ipogea di Piazza della Libertà giunge alla rocca e permette di leggere tutte le tracce di lavorazione e di installazione del cantiere per la sua realizzazione. Al suo interno si conservano una successione di pozzi ascensionali per il recupero del materiale cavato, le controsoffittature della volta, recanti i segni delle cannucce e delle piccole centine impiegate per la messa in opera, e le aperture laterali di sfogo per l’acqua, in caso di superamento dei livelli di guardia. Attualmente il percorso di visita inizia nella fontana ipogea e termina, dopo un tragitto lungo circa 280 m, in prossimità del cosiddetto “Arco del Vascellaro” in corrispondenza dell’omonimo ipogeo.

Nicolò Scardini    classe 1 C