martedì 31 Marzo 2020

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Tivoli II- Tivoli centro“- A. Baccelli”- a.s.2019/2020

“ La scuola deve servire a educare menti libere e animi nobili”- il dirigente dell.I.C.S. A.Baccelli

Venerdi 26 ottobre alle h.9,30 la classe 3F ha incontrato il nuovo dirigente dell’I.C.S A.Baccelli, prof. Nazario Malandrino. Gli alunni spinti dall’entusiasmo e dalla curiosità hanno rivolto al dirigente alcune domande, dalle quali sono emersi gli obiettivi che egli intende perseguire e i progetti che vorrebbe attuare nell’ istituto, anche al fine di ampliare l’offerta formativa al di là dei confini nazionali. E’ stata un’esperienza sicuramente positiva, in quanto il dirigente è riuscito a trasmettere agli alunni quell’amore e quella passione che traspare in tutto ciò che egli svolge per la sua professione.

Che ricordi ha da studente della nostra età?
Innanzitutto dovete sapere che ci sono studenti e studenti, quelli più sfortunati in assoluto sono i figli dei professori. Il mondo intorno a loro si aspetta di più di quanto non si aspetti dagli altri e io ero uno di loro. Mi ricordo bene il secondo giorno di prima media, il giorno prima avevamo avuto la lezione di educazione musicale e il prof ci aveva dettato delle pagine sui “Menestrelli”. Il secondo giorno, durante l’appello, un mio compagno di classe mi chiese se avevo studiato le quattro pagine di educazione musicale, io non sapevo bisognasse studiarle, ma leggendo tantissimo i fumetti di topolino avevo una memoria molto allenata e con una prima lettura ho imparato le prime due pagine e mezzo. Ma all’interrogazione ho dovuto confessare di non aver studiato e mio padre mi ha chiamato nella sua classe terza, per parlarmi. Io gli ho detto che non avevo studiato perché non sapevo che ci fosse l’interrogazione e ricordo l’imbarazzo di fronte a quei ragazzi più grandi, alcuni con la barbetta, più tardi avevo capito che anche quegli alunni erano in un certo senso “figli”, e che nella mia famiglia la scuola aveva un’importanza maggiore.

Quali discipline insegnava prima di diventare dirigente?
Filosofia e storia al triennio del liceo. Filosofia si studia solo al triennio, ma questa affermazione è molto contestata, perché c’è chi dice che filosofia dovrebbe essere insegnata a vari livelli e in vari ordini. Storia al triennio si studia in modo diverso da come si studia alle medie, ma quello lo scoprirete da soli col tempo.

Quali sono i suoi hobby preferiti e come trascorre il tempo libero?
Dato che inizio qui alle 7:45 e vado via alle 19:10 ho solamente, se questo lo si può definire così, l’hobby saltuario di mangiare, ma appena mi tornerà del tempo libero riprenderò le mie passioni.

Se avesse potuto scegliere uno strumento da imparare a scuola quale avrebbe scelto?
Io ho una Fender Strat, sono stato in vari gruppi quello al quale ero più legato affettivamente era “Sex and Zen”. L’ultimo è stato quello degli Esc. Un altro mio hobby di quando ero giovane era il teatro che mi ha aiutato sia a scuola che in politica, un’altra passione.

Che cosa prova quando dei ragazzi vengono mandati da lei per cattiva condotta?
Innanzitutto cerco di andare io da loro prima che loro vengano da me. Secondo me, l’intervento disciplinare deve essere attuato sempre nel contesto delle relazioni dei ragazzi perché la condotta o comportamento è sempre attinente alle relazioni tra ragazzi e l’intervento deve essere fatto dove si è creata la rottura. Come dice Giuseppe Ferraro – “Quando le scuole non saranno più carceri e le carceri saranno finalmente scuole, allora ci sarà davvero una democrazia”.

Quale scuola che ha frequentato è rimasta fra i suoi ricordi preferiti?
La scuola di cui sono più fiero,da studente, non sono le medie e nemmeno il liceo ma l’università, dove facevo il rappresentante. Ero consigliere del corso che frequentavo e coordinavo le elezioni di tutta la Federico II , andavo nelle varie facoltà, e il mio impegno politico nacque proprio dopo quello universitario che a sua volta è nato dopo l’esperienza all’ ERASMUS. Durante quest’ultima sono andato sette mesi in Germania, questo viaggio mi ha reso molto autonomo dato che vivevo da solo e imparai che le cose si potevano fare diversamente e funzionare meglio. Ne tornai più sicuro di me e imparai a dire ” invece si può “.

Se non fosse dirigente che lavoro avrebbe voluto svolgere?
Il lavoro di dirigente lo sto ancora capendo, fino a prima del 2 settembre ero un professore, che è il lavoro più bello del mondo.

Le piace fare il dirigente o preferirebbe tornare ad esercitare la professione di insegnante?
A me piaceva molto insegnare e ai miei ragazzi piacevo molto io. Il lavoro dell’insegnante mi piaceva molto perché dava una sensazione concreta di lasciare una traccia nella vita delle persone. Secondo me, questo non ha molto a che fare con il lavoro che fai ma col tipo di persona che sei. La mia scommessa è che nei tre anni o più che passerò qui lascerò delle tracce ”;)” (nel bene o nel male).

Quali sono state le motivazioni che l’hanno spinta a intraprendere l’incarico dirigenziale?
Non mi piaceva come facevano i dirigenti le persone che avevo incontrato, non mi piaceva il rapporto che si costruiva soprattutto con il corpo docente. C’è stato un periodo dove la scuola era vissuta come un grande equivoco, come un’azienda, ma la scuola non è un’azienda, infatti per farla funzionare non basta prendere vari fattori e combinarli in ordine sequenziale, questo è stato un po’ un equivoco, qui facciamo le invalsi ma non ci serve per punire o essere più produttivi, ma per essere più equi.

Quali sono gli aspetti positivi del ruolo di dirigente scolastico?
Come professore ero abbastanza vulcanico, volevo fare tanti progetti, ecc. , di prof. così, qui ce ne sono tanti. Purtroppo, da professori non sempre si riescono a fare tutti i progetti che si vogliono, ma da dirigente posso.

Può rivolgere un invito particolare ai suoi alunni da trasmettere indirettamente alle nostre famiglie?
L’invito è questo:”Insegnamo ai nostri figli a cadere perché prima o poi questo accadrà”. Su questo argomento c’è un altro equivoco, cioè quello della personalizzazione. Negli ultimi anni abbiamo personalizzato molto e verso il puerocentrismo, cioè la scuola non è più costruita sull’insegnante, ma sull’alunno. Questo è molto importante ma contemporaneamente la società sta andando verso “L’ on-demand” e allora pensiamo che tutto debba adattarsi a noi e smettiamo di adattarci noi alle cose, che è una grande esperienza ma costa fatica. Se i genitori ruotano intorno ai ragazzi e gli tolgono gli ostacoli poi i ragazzi non saranno più in grado di affrontarli da soli e non riusciranno a superare i loro limiti. Devono sapere che a scuola i carichi sono calcolati per la vostra età, piccoli sforzi e piccole cadute vi renderanno più “grandi”.

Quali sono quest’anno e negli anni futuri gli obiettivi che lei in qualità di dirigente scolastico intende perseguire in questo istituto?
Ci stiamo lavorando, in sintesi vogliamo dare un segnale concreto di innovazione e per farlo vogliamo rimuovere tutte le lavagne in ardesia e sostituirle con lavagne con pennarello a secco e L.I.M. board. Poi mi piacerebbe costituire un post -scuola, specialmente per la primaria, dove fanno il tempo pieno, non mi piace l’idea che un alunno alle 16:00 esca e poi non riesca a fare attività sportive, ecc., per consegnarsi a dispositivi elettronici. Questo progetto consentirebbe di facilitare le relazioni tra i ragazzi in un’età evolutiva importante.

Nel corso della sua carriera dirigenziale si sono verificati episodi che ricorda con particolare interesse?
Nonostante io sia qui da poco ce ne sono tanti, tra tutti il più importante è l’inizio, quando dovevamo accogliere i ragazzini del Tivoli 1 nella nostra scuola e non mi sembrava che fosse adeguato il sistema d’ingresso. Poi le riunioni con le maestre che sono state esperienze che ricorderò sicuramente capii subito che avrei avuto molto da imparare dalla primaria.

Si parla spesso di didattica innovativa. Cos’è per lei? E’ tra i suoi obiettivi far si che tale didatticà venga svolta nella nostra scuola ?
Certamente, proprio ieri abbiamo approvato in Collegio docenti diversi progetti. La didattica innovativa è una didattica nella quale a cambiare non è il contenuto, ma la metodologia, ad esempio una cosa che abbiamo provato ad introdurre è la “didattica Minecraft”, e probabilmente verrà attivata l’anno prossimo. La nostra idea più importante di didattica innovativa è un’idea valoriale, cioè quella secondo la quale la scuola debba servire a educare menti libere e animi nobili: questi due aggettivi sono nello stemma di Tivoli.

Cosa pensa si dovrebbe migliorare nel nostro istituto?
Da migliorare non è tanto l’organizzazione dell’istituto perché ci sono professionisti molto validi a Baccelli. Secondo me l’unica pecca che all’Igino Giordani è la viabilità. Essendo questa difficile da realizzare ne ho parlato con le persone intorno come ad esempio Don Alberto, per provare a formulare proposte insieme.

Se potesse realizzare un suo desiderio per i suoi studenti quale sceglierebbe?
Mi piacerebbe tanto fare un viaggio insieme agli alunni in un posto che si possa visitare, ad esempio una capitale europea, anche se siete piccoli.

Quali impressioni ha avuto degli alunni della nuova istituzione scolastica?
Positiva, a volte faccio fatica a trattenere il sorriso, quando mi chiamano per casi di cattiva condotta, venendo da Napoli sono abituato a situazioni molto più gravi. Sono preoccupato però dalle chat e dagli effetti che hanno sui gruppi classe.

Secondo lei, perchè in Italia si dedicano pochi soldi alla scuola al contrario che in America e in Canada?
In Italia non si investe tanto sull’istruzione perché è un paese invecchiato e investe molto quindi in sanità e assistenza.

Ringraziamo il dirigente per la disponibilità e la pazienza che ci ha dimostrato. Prima di essere un dirigente, è una persona molto simpatica e pronta all’ascolto di noi studenti.
Grazie di cuore <3

Pianificazione: Bernardini Edoardo, Marta Giordano, Iammancini India

Collaborazione: Bruschi Beatrice, Rossi Ludovica, Carioli Angelica, Gattai Gabriele, Mancini Chiara,Magrini Camilla, Pacifici Iris.
La classe 3F