venerdì 21 Febbraio 2020

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Tivoli II- Tivoli centro“- A. Baccelli”- a.s.2019/2020

La spada di Castrovir

C’era una volta una piccola cittadina che si trovava fra le rovine di un castello, e non un castello qualunque, ma un castello magico, perché dentro si trovava la Spada dei desideri.possedeva questa spada, poteva esprimere cento desideri, uno per ogni diamante che si trovava sul manico della spada.

L’arma era stata costruita dal vecchio Re Fuccio (chiamato così dall’unione delle parole fuoco e ghiaccio che rappresentavano il suo stemma reale), per difendere la cittadina di Castrovir.
Re Fuccio era diventato cattivo a seguito delle numerose battaglie che aveva condotto per difendere Castrovir dagli attacchi dei Rapesci (strane creature a metà fra rane e pesci), che volevano conquistare la cittadina, e che Re Fuccio aveva sempre respinto grazie alla spada.
L’essere diventato cattivo spaventò però i suoi soldati, che decisero di togliergli la spada per paura che il Re la potesse usare anche contro di loro.
Deluso ed arrabbiato da tale situazione, Re Fuccio andò via da Castrovir per allearsi con quelli che fino ad allora erano stati i suoi peggiori nemici.
Fu così che Re Fuccio e i Rapesci divennero insieme molto più forti di quanto non lo fossero da rivali e decisero di attaccare Castrovir.
Per fortuna, fra gli abitanti della cittadina vi era un valoroso eroe, di nome Sblu, che riuscì a non farsi catturare dai Rapesci.
Sblu cercò in tutti i modi di ritrovare la spada di Re Fuccio per combattere nemici, ma i soldati l’avevano nascosta bene ed ora che tutti erano stati catturati nessuno poteva dirgli dove si trovasse.
Un giorno, mentre Sblu camminava nei boschi, incontrò un cerbiatto bianco che continuava a ripetergli di portargli una mela e lo avrebbe ricompensato.
Fu così che Sblu raccolse e portò il frutto richiesto al cerbiatto.
Dopo averla averlo mangiato, il cerbiatto bianco indicò a Sblu la corteccia di un albero, ed in particolare un nodo grande come una noce che si trovava su un lato della corteccia e che il cerbiatto indicò di premere come fosse un pulsante.
Sblu fece come gli aveva indicato l’animale e vide apparire davanti a sé la spada magica e, poco più distante, il Re Fuccio con i crudeli Rapesci.
Subito Sblu raccolse la spada ed espresse il desiderio di far scomparire in un colpo solo tutti i Rapesci, di poter combattere solo contro il Re Fuccio e vincerlo.
I due iniziarono allora a combattere, fino al giorno seguente, quando finalmente Sblu riuscì a sconfiggere Re Fuccio e a ritornare a Castrovir, rimettere la spada nel castello e riportare pace e serenità nella piccola cittadina.
Il popolo, che era scappato via spaventato durante gli assalti dei Rapesci, tornò finalmente a Castrovir e potè rivedere la spada al suo posto, nel castello. Tutti notarono che sul manico vi era una gemma in meno, ma nessuno mai seppe perché.

Cristiano Iacobone 1D